In un momento in cui l’intelligenza artificiale (Ai) sta assumendo un’importanza sempre più incisiva nella società, in Italia «mancano 4,5 milioni di occupati con competenze digitali avanzate». A sottolinearlo è stato Corrado Panzeri, head Innotech hub & partner di Teha (The Ambrosetti house) group, nel corso del suo intervento alla convention Satec di Confindustria nautica, tenutasi in Puglia, a Borgo Egnazia.

Il meeting è stato aperto da un videomessaggio della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, la quale ha ricordato che l’Esecutivo «ha dato forma alla legge sulla valorizzazione della risorsa mare, che è stata appena approvata in Parlamento, che segna l’inizio di una stagione nuova, in cui il mare viene finalmente considerato uno degli asset strategici di sviluppo della nazione. La nautica è una delle componenti fondamentali di questo asset, un settore che il Governo intende sostenere nella semplificazione, accompagnare nei processi di innovazione e internazionalizzazione, rafforzare nella formazione delle competenze. Ora – ha concluso Meloni – la sfida che ci aspetta è quella di attuare concretamente la cornice normativa che abbiamo delineato, perché imprese e territori possano coglierne a pieno i benefici».

Nel suo intervento introduttivo, il presidente di Confindustria nautica, Piero Formenti, ha evidenziato come l’industria del settore si trovi oggi a operare in uno scenario nel quale competizione industriale, commercio internazionale, innovazione tecnologica e politica economica risultano sempre più interconnessi e nel quale la capacità di leggere e anticipare i cambiamenti rappresenta un fattore decisivo di competitività.

E, in tema di dazi, ha sottolineato che «il mercato statunitense è il principale sbocco per l’export nautico e i dazi hanno sicuramente creato un problema importante. La difficoltà maggiore, però, è stata l’incertezza generata dai continui cambiamenti degli annunci dell’amministrazione Trump, che rendevano impossibile capire quale scenario ci saremmo trovati ad affrontare». Una volta definito un quadro più stabile, secondo il presidente di Confindustria nautica, imprese e stakeholder hanno individuato soluzioni per assorbire l’impatto delle nuove misure commerciali: «La filiera ha trovato il modo di compensare gli effetti dei dazi, consentendo ai clienti statunitensi di continuare ad acquistare e apprezzare i prodotti realizzati in Italia».

In questo quadro generale, si inserisce, ovviamente, l’importanza, anche per il comparto nautico, dell’intelligenza artificiale. «L’Ai – ha affermato Panzeri – rappresenta per l’Italia un’opportunità storica: i nostri modelli stimano un potenziale di 336 miliardi di euro di valore aggiunto in più l’anno, entro il 2040: l’equivalente dell’intero settore manifatturiero nazionale. In un Paese che perderà 3,7 milioni di lavoratori per ragioni demografiche, l’Ai non è un’opzione, è una necessità strutturale. Ma la tecnologia da sola non basta: oggi mancano 4,5 milioni di occupati con competenze digitali avanzate. Il vero collo di bottiglia non è la macchina ma la cultura all’innovazione e le competenze delle persone. Nel frattempo, le Big tech americane investiranno oltre 750 miliardi di dollari nel solo 2026: più di cinque volte l’intero investimento in information & communication technlogy dell’Unione europea. Il made in Italy ha tutti i presupposti per beneficiare di questa rivoluzione industriale, ma il tempo per accelerare è adesso».

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