Un gruppo che fotografa perfettamente la strategia della competizione: consolidare i mercati storici del basket europeo e, al tempo stesso, aprire la porta a nuove geografie commerciali, dal Regno Unito al Medio Oriente.
I numeri veri dell’operazione
Sulle cifre è opportuno distinguere ciò che è ufficiale da ciò che appartiene alle indiscrezioni. L’unico dato certificato da Euroleague Basketball riguarda il valore complessivo delle offerte ricevute: gli undici candidati stanno presentando proposte vincolanti che rappresentano quasi 700 milioni di euro di franchise fee. Secondo la stessa Eurolega, questi progetti potrebbero generare investimenti superiori a 3,2 miliardi di euro nei prossimi cinque anni.
Si tratta di numeri che danno la misura della posta in gioco. Non esiste invece, almeno per ora, un prezzo ufficiale pubblicato per l’acquisto di una licenza permanente. Le stime che circolano tra advisor, club e operatori del settore indicano valori compresi tra 50 e 80 milioni di euro a seconda del profilo della società e delle condizioni negoziali, ma Eurolega non ha mai confermato tali importi.
Nel caso della Virtus Bologna, il presidente Massimo Zanetti ha fatto riferimento pubblicamente a un impegno nell’ordine dei 50 milioni da spalmare su dieci anni. Una cifra che resta, tuttavia, una valutazione emersa dalle interlocuzioni con il club e non un dato ufficiale dell’organizzazione.
Perché Napoli e Roma sono centrali
L’interesse verso Napoli e Roma va letto soprattutto in un’ottica economica e strategica. L’Eurolega sta cercando di aumentare la propria presenza nelle grandi aree metropolitane europee, dove esistono margini di crescita sul fronte dei ricavi commerciali, delle sponsorizzazioni e dei diritti media.