Investimenti per 18 milioni entro il 2028 nei piani del pastificio Granoro di Corato, nel barese, polo dell’industria molitoria e pastaria, di peso internazionale. Gli investimenti vanno in più direzioni, tutte utili a rafforzare il posizionamento del pastificio fondato da Attilio Mastromauro e ora guidato dalla figlia Marina, nel mercato internazionale della pasta made in Italy.
Parte degli investimenti puntano ad aumentare l’autoproduzione energetica, ad efficientare i processi produttivi delle attuali 12 linee di confezionamento di oltre 160 referenze, ed accelerare l’evoluzione digitale. Il pastificio – che ha chiuso il 2025 con un fatturato a 97 milioni di euro stimato in crescita del 6%, a quota 103, nel 2026 – punta così a rendere il proprio modello industriale più sostenibile e digitalizzato.
Con gli investimenti in autoproduzione energetica si punta, in particolare, ad integrare l’impianto fotovoltaico, da 1,1 Mw, che presto entrerà in esercizio consentendo una copertura, fra il 15% ed il 20%, del fabbisogno elettrico annuale, grazie al sistema di trigenerazione già presente nello stabilimento, in grado di produrre contemporaneamente energia elettrica, termica e frigorifera. Grazie a questa configurazione, l’85% del fabbisogno energetico complessivo del sito produttivo sarà coperto da autoproduzione e la quota residua sarà compensata con l’acquisto di energia certificata da fonti rinnovabili.
Insieme agli investimenti energetici, nel pastificio Granoro – che conta 123 dipendenti e ottiene all’estero il 52,5% del fatturato, mentre quello domestico è pari al 47,5% – si sta puntando con decisione anche sulla digitalizzazione dell’intera area produttiva, introducendo un sistema di manufacturing execution system (Mes) di ultima generazione, che consente di monitorare, in tempo reale, tutte le linee di produzione e confezionamento.
Il sistema raccoglie così dati puntuali da tutte le macchine per conoscerne performance e consumi, migliorare l’efficienza della pianificazione, ottimizzare la produzione e ridurre gli scarti di prodotto e di imballaggio.
In parallelo, Mastromauro pianifica investimenti in nuovi macchinari tecnologicamente avanzati, fino a oltre 3 milioni di euro, ed ha completato il potenziamento dell’infrastruttura digitale di tutto lo stabilimento, con l’adozione di server di ultima generazione e l’aggiornamento dei sistemi informatici a supporto della sicurezza dei dati aziendali e della continuità operativa. Questo elevato livello di digitalizzazione, insieme alla grande quantità di dati di fonte Mes, hanno attirato l’attenzione dell’università di Bari, con l’avvio di collaborazioni per il varo di progetti di ricerca applicata, in particolare nell’ambito della fisica tecnica e dell’ingegneria dei processi. I dati provenienti dagli impianti produttivi sono infatti utili per migliorare ancora l’efficienza energetica e l’ottimizzazione dei processi, in particolare delle fasi di essiccazione della pasta.









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