La presentazione dei saloni estivi della moda targati Pitti, prevista per il 5 maggio a Milano, sarà l’occasione per la prima uscita pubblica di Ivano Cauli, nuovo amministratore delegato della società fiorentina Pitti Immagine (25,1 milioni di fatturato 2024), che organizza le fiere Pitti Uomo, Pitti Bimbo e Pitti Filati, affiancate ormai da anni da Pitti Taste (food), Pitti Fragranze (profumi e beauty), Testo (editoria) e Danzainfiera (danza).
Cauli, nominato nei giorni scorsi, raccoglie un’eredità pesante non solo per la fase complicata che sta attraversando il settore moda, ma anche per i 37 anni di “regno” ininterrotto di Raffaello Napoleone, che ora resterà consigliere delegato per le relazioni internazionali e istituzionali. La nomina di Cauli segna un ricambio generazionale: Napoleone, 72 anni, lascia il posto a un cinquantenne lombardo esperto di trasformazione digitale, fondatore nel 2005 dell’azienda Openmind specializzata in e-commerce e piattaforme cloud, venduta ad Accenture nel 2021.
Il nuovo ad, entrato in Pitti Immagine quattro anni fa come direttore innovazione, poi nominato direttore generale (incarico che manterrà a fianco di quello di ad), è stato indicato dal consiglio di amministrazione di Pitti Immagine, rinnovato nelle settimane scorse. Presidente per il mandato 2026-2028 è stato riconfermato Antonio De Matteis, ceo del gruppo napoletano di moda Kiton, mentre alla vicepresidenza resta Antonella Mansi, presidente dell’azionista di controllo di Pitti Immagine, il Centro di Firenze per la moda italiana (Cfmi) formato da istituzioni locali e categorie economiche.
Nel cda di Pitti Immagine – composto anche da Giovanni Basagni, Stefano Borsini, Ercole Botto Poala, Marco Landi, Niccolò Moschini, Raffaello Napoleone, Lorenzo Nencini e Marco Palmieri – entrano lo stesso Cauli e due consiglieri di settori diversi dalla moda, Paolo Carrai (La Via del Tè) in rappresentanza di Pitti Taste e l’imprenditrice e naso Laura Bosetti Tonatto (Essenzialmente Laura) per Pitti Fragranze.
L’indicazione di Cauli si spiega – afferma una nota – con la necessità di «quell’equilibrio dinamico tra continuità e discontinuità che è il vero segno di questo passaggio», e che si è espresso anche nell’allargamento del cda di Pitti Immagine a imprenditori di settori diversi dalla moda.
