A Faenza la transizione energetica prende la forma di un impianto industriale già operativo. Visa Cash App Racing Bulls, il secondo team di Formula 1 del gruppo Red Bull, ha presentato il 25 febbraio nel proprio sito produttivo basato in Romagna il progetto Nova, sviluppato insieme a Cefla e alimentato in chiave circolare grazie al coinvolgimento di Cevico, cooperativa vitivinicola romagnola. Non un annuncio di principio, ma un’infrastruttura che produce energia, con numeri e tecnologia che puntano a ridefinire il perimetro della sostenibilità nel motorsport e, più in generale, nell’industria.

Tecnologia fuel cell

Il cuore del progetto è l’impianto a fuel cell Nova Solution by Cefla, integrato nel nuovo Racing Bulls Green Energy Park, un’area di 14.500 metri quadrati adiacente alla sede faentina. La tecnologia, nata in California in ambito spaziale e oggi declinata per applicazioni industriali, consente una produzione media annua di 4,6 gigawattora di energia elettrica a zero emissioni di carbonio, con una potenza installata di 550 kilowatt. Il sistema recupera inoltre il calore generato, coprendo integralmente il fabbisogno di riscaldamento del sito, e si avvia senza utilizzo di acqua, riducendo ulteriormente l’impatto ambientale.

Cefla e Cevico

Cefla, gruppo imolese fondato nel 1932 e oggi attivo su scala internazionale nell’ingegneria impiantistica e nell’energia, detiene in Italia l’autorizzazione per l’utilizzo del brevetto Nova. «Inauguriamo un impianto già pienamente operativo che garantisce autosufficienza energetica a un partner così prestigioso» ha sottolineato Gianmaria Balducci, presidente di Cefla, rivendicando la continuità tra la tradizione ingegneristica dell’azienda e la nuova frontiera della sostenibilità. Il modello, però, non si limita alla tecnologia. L’energia che alimenta le fuel cell proviene da biometano certificato prodotto a livello locale. Qui entra in gioco Cevico, una delle principali cooperative vitivinicole italiane, che fornisce la biomassa necessaria alla produzione del combustibile rinnovabile. Il risultato è un ciclo chiuso: scarti agricoli trasformati in biometano, biometano che alimenta l’impianto, energia elettrica e termica che rende autosufficiente il sito produttivo. Una filiera interamente territoriale che coniuga industria, agricoltura ed energia.

Esempio replicabile

Per Red Bull si tratta di un tassello strategico nel percorso Esg condiviso con Formula 1 e Fia. «Siamo impegnati a ridurre al minimo l’impatto ambientale delle nostre attività e a raggiungere una reale autonomia energetica», ha messo in luce Enrico Fastelli, facility management di Visa Cash App Racing Bulls. «Attraverso partnership solide con fornitori locali non solo riduciamo le emissioni, ma promuoviamo innovazione e crescita nella comunità». L’impianto di Faenza diventa così un laboratorio industriale replicabile. Se oggi copre integralmente il fabbisogno termico del sito di Red Bull e una quota significativa di quello elettrico, l’ambizione dichiarata di Cefla è estendere il modello ad altre realtà produttive, trasformando una tecnologia nata per lo spazio in una piattaforma per la competitività sostenibile delle imprese.

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