Ancora una volta per il Governo italiano la scommessa è di strappare ai francesi un impegno sul progetto del raddoppio del tunnel del Monte Bianco, unico tra i più importanti, per volume di traffici, trafori alpini ad avere ancora un’unica galleria, a doppio senso di circolazione. Il contesto è quello del Comitato di Cooperazione Frontaliera Italia-Francia, che si incontra per la terza volta in tre anni, alla presenza del ministro Antonio Tajani e dell’omologo francese Jean-Noël Barrot.

Il ministro ministro degli Esteri e vicepremier, Antonio Tajani, parla di una «apertura» da parte della Francia. «Ho apprezzato – dice Tajani – la volontà del ministro di valutare uno studio di impatto redatto da due università in modo che si possa fare una valutazione concreta sull’opera, per poi affrontare la discussione e vedere se la Francia può essere interessata. Questo lo considero un’apertura. Valutare l’ipotesi significa non aver detto no per principio ma studiamo e valutiamo e poi prenderemo le nostre decisioni».

La giornata ha visto un primo appuntamento a Courmayeur e poi nel pomeriggio al Forte di Bard. « La questione del tunnel – ha sottolineato il ministro ministro degli Esteri e vicepremier, insieme ai presidenti di Vda e Piemonte, Renzo Testolin e Alberto Cirio – è fondamentale nello sviluppo dell’economia non soltanto della Valle d’Aosta e del Piemonte, ma direi di tutto il Nord Ovest dell’Italia». Il raddoppio del tunnel, argomenta Tajani, «significa non maggiore inquinamento ma l’esatto contrario, ridurre l’inquinamento perché ci saranno meno code da una parte e dall’altra».

Per Francesco Turcato, presidente di Confindustria Valle d’Aosta, «dalla riunione odierna tra il vicepremier Antonio Tajani e il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot, non abbiamo avuto le risposte che aspettavamo sul traforo del Monte Bianco». Se dal lato italiano, ragiona Turcato, «raccogliamo il pieno accoglimento dell’ipotesi di raddoppio dell’attuale tunnel, da parte francese arriva un’apertura minima, alla possibilità di avviare uno studio di fattibilità su questa ipotesi, che è quella che Confindustria ritiene essere l’unica sostenibile per l’economia di tutto il Nord Ovest. Non è quanto mi aspettavo, ma è qualcosa». Andremo avanti, aggiunge il presidente degli industriali valdostani, «lo stesso sono sicuro farà anche il Governo già al vertice intergovernativo di Cannes del 26 giugno».

Al centro del dialogo dunque il futuro del Tunnel, che da due anni è soggetto a chiusure periodiche di circa tre mesi per le attività di manutenzione straordinaria. Il tunnel del Monte Bianco, insieme a Terzo Valico e Alta Velocità, rappresenta una infrastruttura chiave per lo sviluppo dell’intera area del Nord Ovest. «Siamo qui per dare un segno visivo anche da parte del governo a favore della realizzazione della seconda canna, dimostrare quanta attenzione c’è da parte di questo governo e da parte mia come ministro degli Esteri e vicepresidente del Consiglio nei confronti di un tema così importante. Ogni volta noi poniamo il tema, qualche volta si fa qualche passo in avanti e vorrei che al prossimo vertice italo francese di Cannes possa essere posto all’ordine del giorno perché è un tema fondamentale per la crescita economica e per la tutela dell’ambiente» ha ribadito Tajani. La Francia è il terzo mercato di destinazione dell’export italiano, con un interscambio cresciuto del 6% nel 2025, sottolinea la Farnesina in una nota.

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