La filiera del legno-arredo

«Quando a dominare il contesto internazionale nel 2026 è l’instabilità geopolitica e le conseguenti tensioni sui mercati, l’equilibrio che le aziende del legno-arredo hanno faticosamente mantenuto nel 2025 rischia di diventare più fragile, rendendo sempre più necessario rafforzare la loro capacità di adattamento e diversificando i mercati», osserva Claudio Feltrin, presidente di FederlegnoArredo, commentando i dati consuntivi che, per l’anno scorso, indicano un fatturato di oltre 52 miliardi di euro, in crescita contenuta ma significativa.

«A sostenere questo risultato è soprattutto il mercato interno, che sfiora i 33 miliardi di euro, mentre le esportazioni, per oltre 19 miliardi, si mantengono complessivamente stabili, pur evidenziando segnali di rallentamento nei mercati tradizionali e una progressiva ridefinizione della propria geografia – precisa Feltrin -. In questo quadro, il Salone del Mobile di Milano si conferma un appuntamento imprescindibile per tutto il settore».

Analizzando i dati elaborati dal centro studi Fla, la filiera conta oltre 62mila imprese e più di 292mila addetti, rappresentando il 4,3% del fatturato manifatturiero nazionale, il 14,5% delle imprese e il 7,6% degli addetti, con un contributo al Pil pari al 2,3%.

Il rallentamento dell’export

L’export evidenzia segnali di rallentamento nei mercati tradizionali, a partire da Stati Uniti (2 miliardi) e Francia (2,9 miliardi) che chiudono il 2025 rispettivamente a -3,9% e -1,5%. Gli Stati Uniti, che rappresentano quasi il 75% dell’export della filiera nel continente, con una quota del 10,7% sul totale, condizionano in modo determinante l’andamento complessivo dell’area.

«L’export nel suo complesso tiene, seppur cambiando la geografia di riferimento della nostra filiera – commenta feltrin -: rallentano mercati storici come Francia e Stati Uniti, mentre crescono ad esempio l’Africa (+13,8%), gli Emirati Arabi (+5,8%), il Canada (+6,9%)».

Share.
© 2026 Nederlandkeer. Alle rechten voorbehouden.
Exit mobile version