A poche ore dall’apertura prevista per l’11 marzo a Los Angeles del pop-up di Noma, il ristorante di Copenaghen più volte considerato il migliore del pianeta e ora travolto dalle accuse di soprusi fatte al suo chef e creatore René Redzepi, si sfilano due dei principali sponsor: American Express e Blackbird.

Alla base della rinuncia riportata dal New York Times c’è proprio l’inchiesta dello stesso giornale che riporta accuse di abusi e comportamenti aggressivi nei confronti dei dipendenti da parte dello chef che hanno fatto il giro del mondo nei giorni scorsi.

American Express aveva riservato sei serate per i suoi clienti Platinum negli Stati Uniti, mentre Blackbird aveva acquistato biglietti per circa 100mila dollari distribuiti lungo tutta l’apertura, prevista per 16 settimane, a 1.500 dollari a coperto, andati sold out in 60 secondi.

«Vorrei affrontare alcune vicende passate relative alla mia leadership in cucina che sono riemerse di recente. Sebbene non riconosca tutti i dettagli di queste vicende – ha scritto Redzepi sui social – vedo in esse un riflesso sufficiente del mio comportamento passato da capire che le mie azioni sono state dannose per le persone che hanno lavorato con me. A coloro che hanno sofferto a causa della mia leadership, del mio cattivo giudizio o della mia rabbia, sono profondamente dispiaciuto e mi sono impegnato a cambiare»

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