I dati di E-Distribuzione mostrano che nel 2025 l’inversione dei flussi ha interessato decine di cabine primarie siciliane, dall’Agrigentino a Gela, dal Calatino all’Ennese, fino alle aree di Partinico, Ragusa, Vittoria, Augusta, Priolo e al Trapanese. In numerosi casi il fenomeno si è verificato per oltre il 5% delle ore dell’anno. Non significa automaticamente che quelle cabine siano sature, ma indica quanto profondamente sia cambiato il funzionamento della rete.
A mostrare quanto il sistema sia già sotto pressione ci sono anche i blackout che nelle settimane più calde hanno interessato diverse aree dell’Isola. Le cause immediate sono diverse da quelle legate alla crescita delle rinnovabili: temperature elevate, maggiore domanda di energia e stress di cavi e componenti. Ma il problema strutturale è comune. La rete di media e bassa tensione deve ormai sostenere contemporaneamente picchi di consumo sempre più elevati e una produzione distribuita che, nelle ore di maggiore generazione, può arrivare a invertire il normale flusso dell’energia. È una rete costruita per condizioni diverse da quelle nelle quali oggi è chiamata a funzionare.
Il programma da 1,8 miliardi arriva dunque mentre crescono gli impianti connessi, le richieste di nuova capacità e i carichi legati all’elettrificazione dei processi produttivi, alla mobilità elettrica e ai nuovi insediamenti industriali. La rete non deve più soltanto consegnare energia agli utenti finali: deve riceverla da migliaia di produttori, redistribuirla e, quando è in eccesso, rimandarla verso monte.
Che il problema sia strutturale lo riconosce anche la Regione. A marzo l’assessorato dell’Energia ha messo a disposizione 80 milioni di euro del Fesr per costruzione, adeguamento e potenziamento delle reti e delle smart grid, con l’obiettivo dichiarato di superare le criticità del sistema elettrico e aumentare la capacità di integrazione delle fonti rinnovabili. La graduatoria del bando, cui sta lavorando il dipartimento Energia guidato da Carmelo Frittitta, sarà pubblicata con molta probabilità a settembre.
Gli interventi erano già visibili nel Piano di sviluppo 2025 di E-Distribuzione: nuove cabine primarie, nuovi tratti di rete in media e bassa tensione, sostituzione e potenziamento dei trasformatori, magliatura delle linee e digitalizzazione delle cabine secondarie. A San Cipirello, per esempio, il piano prevedeva una nuova cabina primaria e nuove linee proprio per aumentare la capacità di integrare energia rinnovabile. Altri interventi riguardavano Oreto e Acreide. Nello stesso documento, tuttavia, alcune opere risultavano ancora in costruzione, in ritardo o posticipate.