Secondo molti Grace Coddington è la più grande stylist di tutti i tempi. Sicuramente è stata per decenni colonna portante (e fashion editor) di Vogue America, rivista con la quale tuttora collabora: tra i suoi lavori più recenti, lo styling del servizio e della copertina di aprile, sulla quale comparivano Anna Wintour e Meryl Streep, alter ego della giornalista ne Il diavolo veste Prada 2.
La professione scelta da Grace Coddington è forse una di quelle che non ti “concedono” la pensione, perché è, almeno in parte, una forma di arte. Stylist è un termine intraducibile in italiano e non va confuso con stilista (designer, in inglese): gli stylist hanno un ruolo importantissimo nelle redazioni di moda e negli uffici stile, oltre che come consulenti di celeb desiderose di farsi consigliare su come vestirsi e “accessoriarsi”. Scelgono cosa far indossare ai protagonisti di un servizio o reportage, compongono le pagine dedicate ai prodotti e, in vista di una sfilata, suggeriscono (eufemismo) come combinare i look che si vedranno in passerella.
Grace Coddington, nata nel Regno Unito nel 1941, vive da moltissimi anni a New York, ha iniziato la sua carriera nella moda come modella, poi è passata “dietro le quinte” e il suo lavoro è universalmente conosciuto e amato, nel mondo della moda.
Come racconta anche nella sua affascinante biografia, A Memoir, ama disegnare e scrivere a mano e… ama i gatti. Non sorprende che i piccoli felini siano tra i protagonisti del Fashion Diary che Smythson le ha chiesto di illustrare (non solo in copertina) per festeggiare i 30 anni di questa particolare agenda dello storico marchio di cartoleria, pensata per chi lavora nella moda.
I gatti sono stati i protagonisti anche delle due collezioni firmate con Louis Vuitton (piccola pelletteria, borse e abbigliamento) e di quella con Astier de Villatte, maison parigina di ceramiche artigianali per la quale Grace Coddington ha disegnato i gatti (e topi) che decorano sei tazze, due teiere e alcune cartoline. Accanto a quelli per il diario, anche Smythson ha chiesto un disegno da trasferire su un set di biglietti e buste: i due articoli sono stati messi in vendita ieri sul sito di Smythson e nel giro di poche ore erano sold out. Se non verranno ristampati (ci auguriamo di sì) sia il diario sia i biglietti diventeranno oggetti di culto come le capsule Catogram per Louis Vuitton (nella prima c’erano persino i cani di Nicholas Ghesquiere) e i set da tè di Astier de Villatte.