Inserimento dell’intelligenza artificiale e spinta internazionale. E poi vicinanza alle imprese e collaborazioni esterne, con la possibilità di andare anche oltre gli insegnamenti attuali. Sono le linee guida del nuovo piano strategico che la Liuc di Castellanza si appresta a varare, nell’anno in cui l’ateneo fondato dagli imprenditori di Varese festeggia (mercoledì 14 l’evento ufficiale) il proprio 35esimo anniversario. «I valori di allora restano validi – spiega il presidente della Liuc Roberto Grassi – ma naturalmente le progettualità cambiano, come è giusto che sia in un mondo che si trasforma». Il cuore del progetto resta sempre la vicinanza al mondo delle imprese, per una università che nel corso degli anni ha formato 15mila giovani e che oggi vede numeri di iscrizioni in crescita.

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«La visione iniziale degli imprenditori – spiega Grassi, past president di Confindustria Varese – era quella di investire nel know-how, nella consapevolezza che siano le competenze il motore principale di ogni possibile sviluppo. Il nuovo piano strategico dell’ateneo aggiorna questa idea, con l’inserimento delle nuove tecnologie nell’insegnamento e nelle metodiche interne e con l’approfondimento della dimensione internazionale, che già ci vede impegnati con 152 partnership». Gli ultimi numeri della Liuc vedono iscritti in crescita, sia nelle magistrali che nelle triennali, risultato non scontato per un ateneo di stazza limitata posizionato a poca distanza dai grandi poli universitari di Milano. «La dimensione ridotta è però anche un valore – spiega Grassi – e ci consente ad esempio di cambiare rotta rapidamente, con flessibilità, tenendo conto dei cambiamenti nel mercato del lavoro, nella demografia, nelle tecnologie. Così come ci permette di sviluppare qui nel Campus rapporti più diretti tra professori e studenti. I numeri ci stanno dando ragione, con iscritti in crescita, anche se non vogliamo andare troppo in là, per non compromettere la qualità della nostra offerta». Imperniata su ingegneria ed economia, aree che tuttavia potranno essere estese guardando a possibili collaborazioni con altre realtà. «Vedremo – aggiunge Grassi -, è tra le possibilità che stiamo valutando. Consapevoli però della base solida da cui partiamo, tenendo conto che ad un anno dalla laurea il 93% dei laureati in economia ha un’occupazione, con quote simili per ingegneria, dove a cinque anni dal titolo il tasso sale al 100%. Da imprenditore posso dire che la qualità di questi giovani è davvero elevata». Riorganizzazione, quella dell’ateneo, che ha riguardato anche l’assetto manageriale, con l’aggiornamento di quasi tutti i primi riporti diretti, mentre in parallelo procede la collaborazione storica con Confindustria Varese, partner fondatore dell’ateneo.

«Le attività per sviluppare nuove start up sono già partite – spiega Grassi – e stiamo mettendo a terra numerosi dei progetti previsti dal maxi-piano Mill, che prevede lo spostamento in quest’area della sede della stessa Confindustria locale, il varo di nuovi laboratori, la creazione di spazi dedicati alla nuova imprenditorialità. In generale, guardando retrospettivamente a quanto accaduto, è doveroso il ringraziamento ai 300 soci fondatori, imprenditori che nel lontano 1991 si ponevano il problema di come sviluppare al meglio le competenze per questo territorio». A fare da cabina di regia dei nuovi sviluppi nell’area sarà proprio Mill (Manufacturing, Innovation, Learning, Logistics), acceleratore che sorgerà all’interno del campus.

 

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