Un’opera sola, cinquanta originali. Si chiamerà “Singolare/Plurale” il progetto di multipli d’arte di Fondazione Menna e PrintLitoArt. Ogni anno sarà selezionata una rosa di artisti: realizzeranno un’opera (il Singolare), che sarà riprodotta in cinquanta tirature certificate, numerate e firmate dagli artisti (il Plurale).
«Questa intesa segna un nuovo capitolo nella promozione dell’arte contemporanea, aprendo le porte a nuovi talenti e a forme espressive inedite». Lo spiega Letizia Magaldi, presidente della Fondazione Filiberto e Bianca Menna – Centro Studi d’Arte Contemporanea. L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica viene così riprodotta già all’origine, con l’obiettivo di trasformare ed estendere la sua fruizione: «Questo progetto ci permetterà di raggiungere un pubblico più vasto, valorizzando nel contempo la creatività italiana e l’eredità intellettuale che la nostra Fondazione custodisce».
Il passato e il futuro dell’arte
Il lascito culturale e il coinvolgimento della Fondazione hanno permesso di selezionare i quattro artisti della prima edizione: gli affermati Tomaso Binga ed Enrico Pulsoni, e le emergenti Irene Macalli e Michela Rondinone. Binga è il nome d’arte maschile di Bianca Pucciarelli Menna, poetessa sonora e performance artist nata a Salerno nel 1931. Completano la rosa Pulsoni, artista e scenografo classe 1956, già presente nella collezione della Fondazione, e due artiste della nuova generazione, entrambe nate nel 1999, che portano nel progetto temi legati ai luoghi, alla memoria e ai materiali. Stefania Zuliani, direttrice artistica della Fondazione, rivendica le sue «scelte al femminile», con l’obiettivo di dare continuità alla sensibilità dei coniugi Menna, la cui collezione «accoglie alcune fra le artiste più significative dell’arte italiana del Novecento».
La filiera del Sud
Gli autori appartengono a generazioni diverse ma sono tutti legati alla sperimentazione e tutti cresciuti nelle accademie e nei territori del Mezzogiorno.La selezione permette così di leggere “Singolare/Plurale” anche come una piccola filiera culturale del Sud. La Fondazione è nata tra Salerno e Roma, mentre a mettere a disposizione la capacità produttiva e la tecnologia di stampa è la salernitana PrintLitoArt, progetto di Boccia Industria Grafica.
«La nostra collaborazione con la Fondazione rappresenta un investimento strategico nel futuro dell’arte», afferma la presidente di Boccia Industria Grafica Carmela D’Amato: «Mettiamo a disposizione competenze e risorse tecnologiche d’eccellenza per sostenere gli artisti nel loro percorso di affermazione».









