Quanto al quadro attuale, i numeri registrano l’efficacia degli interventi: attualmente infatti l’88% delle imprese finanziate sono ancora operative a due anni dal credito. Più nel dettaglio, il 70% delle imprese già esistenti ha aumentato i ricavi, il 28% delle imprese ha assunto nuovi dipendenti.
Il 2026 segnala anche il rafforzamento di due tendenze. La prima riguarda la presenza delle donne, il 35% dei richiedenti prestiti. Nel 2025 le imprese guidate da donne sono state il 37 per cento. La seconda è più articolata e riguarda la misurazione dell’efficacia: il 30% dei soggetti che hanno ricevuto finanziamenti attraverso il microcredito dopo due anni sono stati nelle condizioni di accedere ai finanziamenti tradizionali. Se si considerano le famiglie, il 22% ha aumentato il proprio reddito dopo aver ricevuto il prestito.
Il contesto
Tutto questo all’interno di uno scenario in cui l’inclusione finanziaria si mostra in affanno. Secondo i dati Istat, infatti, nel 2025 la quota di popolazione a rischio di povertà o esclusione sociale si è attestata al 22,6%, pari a circa 13,3 milioni di persone: si tratta sì un segnale di lieve miglioramento rispetto al 23,1% del 2024, ma ancora indicativo di una fragilità strutturale diffusa. In leggero aumento risulta la quota di individui in grave deprivazione materiale e sociale (5,2%, dal 4,6% del 2024), ovvero coloro che non riescono ad affrontare spese impreviste, a pagare l’affitto o a garantirsi un pasto adeguato.
A livello territoriale, il Mezzogiorno continua a registrare l’incidenza più alta (38,4%), mentre il divario con il Nord rimane marcato. Sul fronte dei redditi, il 2024 ha segnato una ripresa: il reddito medio annuo delle famiglie ha raggiunto i 39.501 euro, con una crescita reale del 4,1% rispetto all’anno precedente. Tuttavia, i livelli rimangono in media inferiori del 4,9% rispetto al periodo pre-crisi del 2007, con punte del -9,3% nel Centro e -6,9% nel Mezzogiorno.
A pesare maggiormente sono le famiglie monogenitoriali, quelle numerose e quelle con almeno un componente straniero, il cui reddito mediano è inferiore di quasi 6.000 euro rispetto alle famiglie composte da soli italiani.
-U87607054487Ryl-1440x752@IlSole24Ore-Web.jpg?r=1170x507)

-U52815300232wWB-1440x752@IlSole24Ore-Web.jpeg?r=1170x507)







