In alcune aree il mais rischia addirittura l’azzeramento del raccolto, mentre per la soia si stimano perdite fino al 40%, per il foraggio tra il 20 e il 30% e per diverse produzioni orticole riduzioni delle rese fino al 20%. A tutto questo si aggiungono l’aumento dei costi per irrigazione ed energia e una crescente pressione sulle risorse idriche».
Le produzioni eccedentarie possono ritrovare equilibrio
Un calo della produzione è sempre visto come una iattura dagli agricoltori che con meno prodotto vedono anche ridursi le proprie aspettative di reddito. Tuttavia, a ben vedere, questo ridimensionamento dell’offerta agricola potrebbe contribuire a riportare in equilibrio alcuni settori che negli ultimi mesi sono stati in sofferenza.
Per il vino 6,5 miliardi di bottiglie in giacenza
Il riferimento è innanzitutto al vino, settore che sta attraversando una fase di difficoltà con un trend dei consumi, tanto interni quanto internazionali, in calo e le difficoltà sui mercati legate ai dazi di Trump negli Usa e alle incertezze del quadro geopolitico. Di fatto il vino ha accumulato un elevatissimo livello di giacenze che fanno guardare alla prossima vendemmia con anche con qualche timore.
A metà anno – hanno detto dall’Unione italiana vini – le giacenze di vino e mosto sono arrivate a quota 50,3 milioni di ettolitri in crescita dell’8,4% rispetto a giugno 2025.
Al netto dei mosti, il vino che giace in cantina ammonta a 46,6 milioni di ettolitri (+6,7%), l’equivalente di 6,2 miliardi di bottiglie”.











