Financial Times, The Economist e Süddeutsche Zeitung sono i nuovi nomi che parteciperanno alla seconda edizione di “Doubt and Debate”, il progetto di formazione dei media dell’Osservatorio for independent thinking. Accanto a loro confermati i grandi quotidiani italiani e internazionali già presenti lo scorso anno, tra cui Corriere della Sera, Il Sole 24 Ore, New York Times e The Wall Street Journal.
I contenuti di questi e altri progetti editoriali saranno mostrati agli studenti delle scuole superiori e dibattuti nelle classi per una formazione che aiuterà a «pensare, riflettere e meditare con la propria testa sui fatti del mondo», afferma il presidente dell’Osservatorio Andrea Ceccherini. «Vogliamo allenare i giovani a pensare con la propria testa, per essere liberi da condizionamenti, manipolazione e propaganda», promette.
Studenti italiani e internazionali
I progetti dell’Osservatorio continuano su una dimensione internazionale a 27 anni dalla partenza dell’iniziativa “Quotidiano in classe” che, promette il presidente, «viene confermata e continuerà perché coinvolge ancora decine di migliaia di studenti italiani». Quel primo progetto porta i giornali cartacei nelle scuole, ma ora sono arrivate esigenze nuove: «Vogliamo usare il linguaggio dei giovani, che oggi è perlopiù quello visivo», continua Ceccherini.
Per questa ragione, lo scorso anno, è nato “Doubt and Debate”, in grado di estendere il raggio d’azione al multimediale e alla sfera internazionale: «Oggi il progetto coinvolge studenti italiani, spagnoli e tedeschi ma sono già in sperimentazione Francia, Portogallo e Paesi Bassi», per quello che «nel giro di tre anni diventerà il progetto leader in Europa», afferma Ceccherini. La squadra dei partner editoriali è «una sorta di Champions League del giornalismo di qualità del mondo occidentale libero», che al fianco dei grandi quotidiani già citati coinvolge anche Cnn, The Washington Post, El País, Cinco Días, ABC, La Vanguardia, Ser, Rai, Mediaset, la Repubblica e Il Giornale.
Lezioni per oltre 150mila studenti
Le lezioni di “Doubt and Debate” hanno coinvolto lo scorso anno 6.200 classi per 150mila studenti e per questa edizione «abbiamo già largamente superato i numeri precedenti», nonostante le adesioni siano ancora in corso. Queste lezioni, tenute dagli insegnanti e dalle scuole che hanno scelto di partecipare, si svolgeranno partendo dalla sensibilizzazione e educazione ai temi tecnologici. La cosiddetta tech literacy tratterà l’uso consapevole dell’intelligenza artificiale generativa e introdurrà temi come le echo chambers (i luoghi digitali dove si autoalimentano le proprie convinzioni) e la disinformazione online.