Il procedimento normativo si è concluso con il voto in Consiglio regionale, passaggio che dovrebbe “blindare” la scelta della Regione Piemonte di non bloccare gli Euro 5 a partire dal prossimo autunno, attuando un piano alternativo per migliorare la qualità dell’aria ed evitare ulteriori sanzioni da parte di Bruxelles. L’intervento riguarda le città di Torino e Novara, le uniche con oltre 100mila abitanti e dunque potenzialmente interessate dall’obbligo di fermare gli Euro5, così come previsto dal decreto legge 73/2025 promossa dal Governo l’anno scorso.

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In campo ci sono risorse per un totale di 50 milioni nel prossimo biennio, un centinaio se si considerano anche le misure per l’agricoltura e il riscaldamento. Già entro questa settimana sarà aperta la misura, finanziata con 30 milioni di fondi europei (Fesr), destinata alla rigenerazione urbana in tutti i Comuni piemontesi, per sostenere progetti utili ad abbattere i livelli di inquinanti e polveri sottili nell’aria. Entro l’anno invece arriverà la “Tessera del biocarburante” che potrà essere consegnata ai cittadini residenti a Torino e Novara per incentivare, attraverso gli sconti, l’uso di biocarburanti, in particolare di HVO, sulle auto alimentate a gasolio, con 7 milioni di risorse all’anno per un biennio, anche sulle autovetture motorizzate con Euro6 (fino a 6d-TEMP).

Il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, parla di un «traguardo fondamentale per il nostro Piemonte». «Abbiamo lavorato con un gruppo di esperti per un anno – spiega l’assessore all’Ambiente Marnati – per individuare misure alternative al blocco degli Euro5, in grado di incidere sulla qualità dell’aria con effetti misurabili e certificabili. Si tratta di un approccio innovativo che guarda alla mobilità nel suo complesso». Una sorta di “Piano regolatore” per la qualità dell’aria che nei prossimi mesi dovrà essere attuato.

In primo piano, nella gamma di azioni messe in campo, c’è anche il tema della fluidificazione del traffico, responsabile di lunghe soste e di alti tassi di emissioni di inquinanti e particolato nell’aria. Vale 12 milioni milioni l’intervento per installare sensori di traffico nelle aree della città – si inizierà da Torino – a maggiore densità di auto, per ridurre code e ingorghi di almeno, queste le stime, il 30%. La misura, che avrà un applicativo basato sull’AI, sarà implementata su una settantina di incroci tra Torino e alcuni comuni limitrofi, con segnalatori che indicheranno percorsi alternativi. Altrettanto alta è l’attenzione verso il sostegno alla mobilità dolce, con l’impegno della Regione a finanziare fino al 90% delle velostazioni mentre un bando ad hoc sosterrà il “Bike to work”, con un sistema di cashback a fronte dell’utilizzo delle biciclette per raggiungere i luoghi di lavoro.

«Per la prima volta – spiega Marnati – utilizziamo fondi europei per migliorare la qualità dell’aria. Tra gli interventi possibili per le amministrazioni comunali ci sono la depavimentazione delle strade, per abbattere l’accumulo di calore e inquinanti, le piste ciclabili, la forestazione urbana, le Zone 30. Almeno tre misure sono molto innovative, si tratta della nebulizzazione con i cannon fog per abbattere le concentrazioni di polveri sottili, l’aspirazione delle polveri nelle aree più trafficate e infine l’utlizzo di vernici fotocatalitiche che lavorano come disgregatori di inquinanti».

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