Un assist a supporto dei piani d’internazionalizzazione delle imprese del commercio moderno. È il frutto del protocollo d’intesa siglato da Confimprese e Sace per favorire il processo d’internazionalizzazione delle imprese del retail e dei servizi. L’obiettivo di favorire l’utilizzo degli strumenti Sace da parte degli associati Confimprese per realizzare iniziative congiunte di promozione, formazione e networking in tema di internazionalizzazione e gestione del rischio di impresa, scambiare informazioni per supportare le imprese del retail e servizi nei mercati esteri. «L’accordo con Sace rappresenta un passo per rafforzare la competitività internazionale delle imprese del retail e dei servizi. In uno scenario economico complesso, l’accesso a strumenti per la gestione del rischio e il supporto all’export è decisivo – chiarisce Mario Resca, presidente Confimprese –. La collaborazione con Sace va in questa direzione, mettendo a disposizione soluzioni operative e competenze qualificate. È un segnale chiaro dell’importanza di fare sistema tra istituzioni e imprese per sostenere la crescita del tessuto imprenditoriale italiano. Siamo convinti che questa sinergia potrà generare valore concreto e duraturo per tutto il nostro sistema associativo».
Quanto all’espansione sui mercati esteri, nonostante il preoccupante scenario internazionale, che mette a repentaglio la tenuta dei consumi, l’indagine annuale condotta dal centro studi Confimprese sui piani di apertura della base associativa all’estero, conferma una crescita del saldo dei punti vendita pari al +7,6% sul 2025 e a 2.737 nuovi esercizi commerciali. Il 90% del campione già all’estero continuerà a espandere la rete dei propri punti vendita. In testa ai paesi di destinazione si conferma l’Europa occidentale indicata dal 48% dei retailer, seguita da Europa orientale (19%), Medio Oriente (14%), Asia Pacifico (13%). Fanalino di coda America al 4% e Africa al 3%. «La collaborazione con Confimprese moltiplica l’impatto del nostro operato – spiega Michele Pignotti, amministratore delegato di Sace -. Grazie al nostro accordo, le imprese associate avranno a disposizione servizi e strumenti di Sace strategici per affrontare con maggiore solidità e consapevolezza i mercati esteri, dalla gestione dei rischi alle opportunità di sviluppo dell’export. L’accordo non è solo un impegno formale, ma l’avvio di un percorso condiviso fatto di formazione, networking e scambio di competenze, elementi oggi imprescindibili per competere in uno scenario globale sempre più complesso». Interessanti le performance internazionali dei retailer. Il fatturato estero rappresenta in media il 16% dei ricavi totali, con punte ben oltre il 50% per alcune realtà. Inoltre, gli andamenti esteri a perimetro costante sono tutti in campo positivo: il 50% delle aziende ha registrato trend in media del +3,5%. In particolare abbigliamento- accessori vede un 60% di imprese con performance fino dell’8%.




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