Per chi ha figli piccoli il periodo estivo diventa a un tempo il più brutto e il più bello. La prima condizione coincide con la fine dell’asilo o della scuola, mentre per trovarsi nella seconda situazione, al mare o in montagna o a scoprire nuovi Paesi e città, bisogna aspettare le ferie che però sono un periodo molto limitato. Da quest’estate, le mamme e i papà di Banco Bpm avranno però una carta in più da giocarsi. La banca guidata dall’amministratore delegato Giuseppe Castagna ha infatti raggiunto un accordo sindacale sullo smart working e sullo smart learning che migliora la flessibilità andando incontro a chi ha particolari esigenze.
Fino a 18 giorni da remoto per mamme e papà
Prendendo il testo dell’accordo si legge infatti che oltre alle 10 giornate al mese previste per tutti coloro che possono lavorare da remoto, per i genitori ci sono «fino a 8 giornate aggiuntive nel periodo estivo, ossia nei mesi di giugno, luglio, agosto e settembre, quale ulteriore strumento di attenzione a favore dei lavoratori genitori di figli fino a 12 anni di età nonché a favore di lavoratori che fruiscono dei permessi ex l. 104/92 per assistenza ai figli».
Smart working totale per terremoti, eventi meteo e viabilità difficile
L’accordo di Banco Bpm ripensa l’uso dello strumento sia in termini demografici, tenuto conto che nel 2025 i nuovi nati sono scesi sotto la soglia di 355mila, sia anche in termini sociali e ambientali. In questo caso c’è anche la possibilità di lavoro agile integrativo ossia di lavorare da remoto 5 giorni alla settimana. Stiamo parlando di situazioni di particolare gravità, malattie e disabilità gravi, ma anche eventi di natura sismica o meteorologica, nei quali la prestazione lavorativa può essere svolta solo in modalità agile, comunicandolo attraverso i canali di comunicazione informali, se la situazione dovesse richiedere interventi tempestivi.
L’estensione ai manager
Dopo la sperimentazione avviata un anno fa, Banco Bpm renderà strutturale la nuova organizzazione del lavoro che contempla più flessibilità e un aumento della remotizzazione sia del lavoro che della formazione, anche per chi lavora nelle funzioni corporate, con ruoli di responsabilità. L’accordo raggiunto con i sindacati (Fabi, First, Fisac, Uilca e Unisin) nella banca guidata dall’amministratore delegato Giuseppe Castagna prevede l’opzione smart working per un massimo di 10 giorni al mese per i lavoratori delle strutture di sede, compreso il customer support and development e anche la sperimentazione fino a 5 giorni al mese «nell’ambito dei 5 mercati corporate (inclusi i centri corporate) e del large corporate con il riconoscimento, a favore dei gestori corporate/large corporate e addetti corporate», si legge nel testo dell’accordo.
Lo smart learning
Per consentire a tutti di poter accedere a giornate da remoto, il nuovo accordo conferma la possibilità di fare smart learning e prevede fino a sei giornate annue di formazione da remoto, con l’impegno dell’azienda a valutare un numero superiore di giornate. Per Gianpaolo Fontana della Fabi «è un accordo di grande valore che garantisce stabilità e nuove opportunità. Smart working e smart learning sono strumenti fondamentali, sia perché molto utili e apprezzati nell’ambito delle esigenze di conciliazione vita-lavoro sia perché, con la riduzione degli spostamenti, favoriscono il rispetto delle raccomandazioni ESG, soprattutto in una fase come quella attuale, in cui la crisi energetica impone un attento utilizzo delle risorse».
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