La zootecnia europea impiega circa sette milioni di persone in tutta l’Unione, spesso in aree con poche alternative economiche. Produce un fatturato annuale di 400 miliardi di euro. Ma è un settore sotto pressione, che deve affrontare una combinazione di bassa redditività e costi in aumento, mercati in cambiamento e focolai di malattie animali. Muove da queste premesse la strategia lanciata dalla Commissione europea per il settore, volta a garantire che gli allevatori possano affrontare queste sfide in modo sostenibile nel lungo periodo.

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La strategia per la zootecnia include anche un piano d’azione per le proteine che punta a aumentare l’offerta e l’uso di proteine coltivate nell’Ue. Nel 2025, solo il 25% delle colture oleaginose e delle proteine utilizzate per alimentare gli animali nell’Ue era prodotto all’interno dell’Unione. Il piano mira ad aumentare la quota al 35% entro il 2035.

Secondo la Commissione, la strategia aiuterà i produttori a dipendere meno dalle importazioni e più dalle risorse interne, ridurre le emissioni, preservare la sicurezza alimentare e migliorare il benessere animale.

Sono cinque le priorità definite dalla strategia per raggiungere questo obiettivo: resilienza, competitività, sostenibilità, diversità territoriale ed eccellenza.

1. Preparazione alle crisi

Ridurre l’esposizione alle crisi tramite nuovi strumenti di gestione del rischio e permettere agli agricoltori di recuperare più rapidamente dopo una crisi. Supportare i paesi Ue nella gestione dell’impatto delle malattie animali per rafforzare prevenzione, rilevamento precoce e azioni tempestive.

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