Nuove collaborazioni dedicate ai talenti emergenti del design danese, alla comunità creativa della città e alle origini del brand: Pandora ha celebrato così la Copenhagen fashion week (Cphfw), vetrina delle collezioni di abbigliamento e accessori di diversi marchi per la primavera-estate 2027. In qualità di headline partner della sezione NEWTALENT della Cphfw per la terza stagione consecutiva e partner dell’official opening Gala della più importante settimana della moda del nord Europa, Pandora ha portato i suoi gioielli in passerella e sul red carpet, sostenendo al tempo stesso una delle piattaforme più influenti nel panorama internazionale della moda.
In passerella con Taus e Anne Sofie Madsen
Lunedì scorso i gioielli di Pandora – che ha da poco inaugurato un flagshipstore a Milano, in piazza San Babila – sono stati protagonisti delle presentazioni e delle sfilate di Taus e Anne Sofie Madsen. I due designer danesi hanno interpretato una selezione di creazioni attraverso le loro prospettive creative. «Le collaborazioni rientrano nella partnership continuativa tra Pandora e Cphfw NEWTALENT e mostrano come i gioielli possano valorizzare silhouette, storytelling ed espressione personale, sostenendo al contempo la nuova generazione di talenti della moda scandinava», spiegano dall’azienda. Nella sera di lunedì Pandora ha affiancato la Copenhagen Fashion Week in occasione dell’official opening Gala, ospitato presso la Royal Danish Opera House per celebrare il 20° anniversario della manifestazione. Tra gli ospiti, l’attrice, attivista e musa Pandora Adwoa Aboah, Louise Chen, Verona Farrell, Chili Dia, Paola Cossentino e Ryota, che hanno raggiunto il teatro indossando gioielli Pandora e unendosi a una comunità internazionale di protagonisti del mondo della moda.
Il legame con la città
La serata ha confermato il ruolo di Copenaghen come destinazione globale per la creatività, l’artigianalità e il design d’avanguardia e la ceo di Pandora Berta de Pablos-Barbier ha dato il benvenuto agli ospiti con un discorso di apertura dedicato al legame profondo e duraturo tra il brand e la città in cui è stato fondato nel 1982. In poco più di 40 anni, Pandora è diventato il più grande brand di gioielli al mondo in termini di ricavi ed è presente in più di 100 Paesi.
L’impegno per la sostenibilità
Pandora vuole essere un punto di riferimento nell’ambito della sostenibilità e realizza tutti i suoi gioielli utilizzando esclusivamente argento e oro riciclati. L’azienda, quotata alla Borsa danese, si è inoltre posta l’obiettivo di dimezzare le emissioni di gas serra lungo l’intera catena del valore entro il 2030.
I primi dati del 2026
All’inizio di maggio Pandora ha comunicato i risultati del primo trimestre, superiori alle attese degli analisti nonostante un calo del 2% delle vendite comparabili in Nord America. Le vendite sono diminuite a 7,109 miliardi di corone (pari a circa 1,12 miliardi di dollari) dai 7,347 miliardi di corone di un anno fa, un risultato leggermente superiore ai 7,089 miliardi di corone attesi dagli analisti, mentre la crescita organica è stata del 2%, superiore all’1% previsto. In occasione della trimestrale, Pandora ha spiegato che la fiducia dei consumatori più debole ha inciso sulle vendite in Nord America, con Europa, Medio Oriente e Africa che hanno registrato anch’esse un calo del 2%; la forte crescita in America Latina e in Asia-Pacifico ha però contribuito a compensare la debolezza delle aree chiave. L’utile operativo si è attestato a 1,487 miliardi di corone, superando la previsione media degli analisti di 1,28 miliardi di corone. La ceo De Pablos-Barbier, in precedenza responsabile marketing di Pandora, ha promesso di attrarre nuovi clienti e ha dichiarato che il 2026 sarà un anno di transizione e che la strategia dovrebbe garantire una crescita più elevata delle vendite comparabili nel 2027. Pandora, che realizza i propri gioielli in due fabbriche di proprietà in Thailandia, ha dovuto fare i conti con gli elevati dazi statunitensi sulle importazioni e con l’impennata del prezzo dell’argento, la sua principale materia prima.
