Uno scatto deciso, che riporta in terreno positivo il bilancio del 2026. A marzo l’export italiano cresce infatti del 7,4% su base annua, progresso visibile anche nei volumi, in crescita di oltre quattro punti.

Progressi visibili nei paesi extra-Ue (+5,1%) ma soprattutto in Europa, con Francia e Germania a crescere rispettivamente del 9 e dell’8% in termini di acquisti di made in Italy.

Positivi quasi tutti i settori, con le crescite più rilevanti raggiunte nell’area dei metalli (+39%), dell’elettronica (+17%) e delle auto (+16%).

A marzo, la dinamica congiunturale (+4,1%) è influenzata da vendite a elevato impatto della cantieristica navale: al netto di queste, Istat stima un aumento congiunturale meno ampio, pari a +2,8%. Su base annua, la crescita dell’export è per oltre la metà spiegata dall’aumento delle vendite di metalli, in particolare verso Svizzera e Francia. Con l’arrivo di questa spinta a marzo, il bilancio del primo trimestre diventa positivo, con una crescita dell’1,3%

Nel mese di marzo è però già ben visibile l’effetto dell’attacco di Usa e Israele in Iran, con un export diretto verso i paesi del Golfo (in assenza dei dati sui singoli paesi il gruppo “Opec” è quello più vicino a questo cluster) quasi dimezzato, in caduta di oltre il 40%, con una riduzione in valore assoluto nell’ordine del miliardo di euro.

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