Cosa bevono gli italiani, soprattutto in questa bollente estate 2026? Meno soft drink classici, acque aromatizzate e bevande isotoniche, e più energy drink, birre analcoliche e “modern soda” a base di succo di frutta (in particolare lime, pompelmo rosa o limone). Ma anche bevande fermentate, latti freddi aromatizzati (soprattutto al tè matcha) e drink funzionali, che ad esempio promettono di aiutare il relax mentale o idratare la pelle.
Il cambiamento è evidente anche dai dati sulle vendite nel retail elaborati per Il Sole 24 Ore da Niq e aggiornati a maggio 2026. In un mercato delle bevande da 12,7 miliardi di euro e 15,7 miliardi di litri, sostanzialmente stabile (+0,4% a valore e -0,1% a volume in dodici mesi), dove le acque minerali da sole fanno il 73% dei volumi (ma il 21,6% del valore) e performano sopra media (+2,1% a valore e +1,4% a volume), sono pochi i segmenti con un trend positivo.
Le energetiche non frenano
A spiccare sono gli energy drink, in volata da anni, e che dal maggio 2025 a oggi sono avanzati di un ulteriore 13,1% a volume e 11,8% a valore (con punte del +39% per le versioni ai gusti), superando i 75 milioni di litri e sfiorando i 254 milioni di euro di incasso.
«Gli energy drink crescono grazie a una domanda dinamica e trasversale alle diverse tipologie di prodotto al contrario di succhi, nettari e spremute, diminuiti del 5,5% a valore e del 6,6% a volume, che continuano a risentire di un indebolimento della domanda, e delle acque aromatizzate, che attraversano una fase più complessa con cali attorno al 5% per cent», spiega Elena Pezzotti di Niq.
Calano i soft drink classici
Limitandoci alle bibite analcoliche, che complessivamente valgono oltre 2,4 miliardi di euro e 1,8 miliardi di litri, emerge un calo generale degli acquisti, soprattutto per quelle piatte (-6,1%). Tengono meglio le gassate (-1,2%), che rappresentano oltre il 75% delle bibite comprate in Gdo. Quello che si va affermando è un consumo moderato di soft drink, indicato dal 61% degli italiani, dice un’indagine condotta da AstraRicerche per l’associazione di categoria Assobibe. Inoltre, benché il gusto e il potere dissetante restino i principali criteri di scelta (91% e 86% delle risposte), sono sempre più determinanti anche il basso apporto di calorie (60%) e di zucchero (58%).
