«La crescita del pubblico conferma che in Italia la domanda di cultura è forte. Il punto oggi è dare al settore strumenti più stabili per rispondere a questa domanda e ridurre le differenze tra i territori», ha spiegato il presidente di Federculture Andrea Cancellato, richiamando la necessità di rafforzare strumenti come l’Art Bonus e il Fondo Cultura. «I dati testimoniano una crescita della partecipazione culturale, con aumenti evidenti per cinema, spettacoli dal vivo e visite a musei e siti archeologici. Questa dinamica è trainata soprattutto dai più giovani, mentre resta più debole in altre fasce della popolazione», sottolinea Alberto Bonisoli, direttore dell’Ufficio Studi di Federculture.

Permangono tuttavia marcate differenze territoriali. Nel 2025 oltre il 40% della popolazione del Nord-Ovest visita musei e mostre, mentre nel Mezzogiorno la quota si ferma intorno al 26%. Analoghi i divari nella lettura: legge almeno un libro il 47,8% della popolazione del Nord, contro il 29,5% del Sud.

Il divario tra territori e il gap con l’Europa

Il confronto europeo evidenzia inoltre una debolezza strutturale del Paese: nel 2022 solo il 36,9% degli italiani ha partecipato ad attività culturali, tra cinema, spettacoli dal vivo e visite a siti culturali, a fronte di valori superiori al 70% registrati in Paesi come Danimarca, Lussemburgo e Norvegia. Cresce anche la spesa delle famiglie per ricreazione, sport e cultura, salita nel 2024 a circa 105 euro al mese (+3,1% sul 2023), ma l’aumento non compensa l’effetto dell’inflazione e il potere d’acquisto resta inferiore ai livelli del 2019. Anche in questo caso il divario territoriale è ampio: in Trentino-Alto Adige, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Toscana ed Emilia-Romagna la spesa supera i 130 euro mensili, mentre in Puglia e Calabria si ferma poco sopra i 40 euro, con ricadute sulle opportunità di accesso alla cultura.

Cultura motore del turismo

«Lo stato dell’arte della cultura italiana ci parla di un settore vivo e propulsivo: il denaro investito in cultura non è mai a fondo perduto – ha scritto il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, in un messaggio letto in occasione della presentazione del Rapporto -. Festival, città d’arte, musei e biblioteche sono luoghi di fruizione, studio e aggregazione sociale. La cultura è impresa, è turismo, ed è sempre più coscienza civile e senso di comunità».

Il ministro ha ribadito il ruolo della cultura come elemento «fondamentale per lo sviluppo del Paese», richiamando la necessità di rafforzare le sinergie tra pubblico e privato per sostenere la crescita del settore.

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