Arriva al Jmedical, il Centro diagnostico della Juventus, la risonanza magnetica Philips BlueSeal, la prima in Italia con funzioni di intelligenza artificiale a bordo e un sistema di funzionamento a basso contenuto di elio. Si tratta, spiega la società in una nota, di «un’iniziativa che esprime una visione condivisa orientata a coniugare innovazione tecnologica, ricerca della performance clinica, qualità delle cure e sostenibilità».
L’installazione segna inoltre un altro traguardo significativo, si tratta della risonanza magnetica Philips numero 200, parte di una famiglia di MR con magnete BlueSeal a basso contenuto di elio – utilizzano solo 7 litri di elio con un risparmio complessivo nel tempo di 740mila litri di sostanza e oltre 1,17 milioni di kg di CO₂ – con una riduzione del fabbisogno di elio rispetto alla generazione precedente di risonanze magnetiche Philips.
«Oggi ogni scelta tecnologica può contribuire a rendere il sistema sanitario più efficiente e responsabile, riducendone l’impatto ambientale senza rinunciare alla qualità diagnostica richiesta dalla pratica clinica. La collaborazione con J|medical dimostra come la condivisione di una stessa visione possa tradursi in innovazioni concrete a beneficio dei professionisti sanitari, degli atleti e dei pazienti» sottolinea Alessandro Leo, business leader imaging Philips Italia, Israele e Grecia.
Per Gino Carnazza, direttore tecnico diagnostica per immagini di J|medical, «la nuova risonanza magnetica da 1.5 tesla BlueSeal della Philips, dotata di software di intelligenza artificiale di ultima generazione, permette di ottenere immagini di alta qualità in tempi di esecuzione significativamente ridotti. Questo si traduce in diagnosi altamente affidabili garantendo contemporaneamente un elevato comfort per il paziente».
Cuore della famiglia BlueSeal è un magnete completamente sigillato che utilizza soltanto circa 7 litri di elio rispetto ai circa 1.500 litri richiesti dai sistemi convenzionali. Si tratta di una soluzione che elimina la necessità di ricariche durante l’intero ciclo di vita dell’apparecchiatura e contribuisce a preservare una risorsa strategica per numerose applicazioni sanitarie e scientifiche. Un’architettura ingegneristica che, inoltre, rende il sistema più resiliente perché anche in caso di interruzioni dell’alimentazione elettrica, la risonanza può tornare operativa senza procedure straordinarie.
