Le affinità tra il circuito della Formula Uno e la Coppa America, massima espressione delle competizioni velistiche, sono state spesso evocate, in primis per il mix quasi alchemico tra tecnologia e fattore umano, tra innovazione e imprevedibilità delle condizioni di gara, che vanno dal meteo all’errore di piloti o skipper. Il trofeo sportivo più antico al mondo è stato definito, appunto, la Formula Uno del mare, ma da ieri lo scenario cambia, almeno un po’: Ferrari ha presentato a Milano il progetto Hypersail, nel giorno in cui si apriva a Rho la più grande fiera al mondo dedicata all’arredo-design (si veda l’articolo a fianco) e la città si animava con i tantissimi appuntamenti del Fuorisalone. La Coppa America (per ora) non c’entra, ma il monoscafo oceanico “volante” di 100 piedi (circa 33 metri) svelato nel flagshipstore Ferrari a due passi dal Duomo fa correre il pensiero e le emozioni alle barche pronte per la prossima America’s Cup, quanto a silhouette avveniristiche (quasi fantascientifiche) e materiali altrettanto tecnologicamente avanzati.
Osmosi tra ambiti high tech
«Per il Ferrari Design Studio Hypersail è stata un’opportunità inattesa e un obiettivo sfidante, per la sua complessità, che ha permesso di estendere la nostra ricerca creativa a un contesto diverso da quello consueto – ha spiegato Flavio Manzoni, chief design officer di Ferrari –. Non siamo in realtà nuovi a operazioni di questo tipo: in passato l’esperienza maturata in progetti di vetture da competizione, per citare un settore ad altissimo contenuto tecnologico, ha favorito l’esplorazione di un ambito più complesso, in cui misurarsi e ampliare le nostre competenze». Manzoni ha lavorato in simbiosi con il progettista navale Guillaume Verdier e il team di ingegneri Ferrari per tradurre vincoli aerodinamici, idrodinamici e strutturali in opportunità estetiche (la presentazione durante la settimana del design non è casuale). La silhouette affusolata evoca le proporzioni della Ferrari Monza SP1/SP2, mentre l’esterno del coachroof (la parte rialzata della coperta) richiama l’architettura della Hypercar 499P, vincitrice a Le Mans. Integrati nella coperta e nelle murate ci sono diversi pannelli solari, la cui posizione è stata determinata da uno studio avanzato dell’esposizione solare che lo scafo avrà in navigazione. «Hypersail è una barca unica per dimensioni e tecnologia, sviluppata per garantire massime prestazioni in un ambito imprevedibile come l’oceano – sottolinea Matteo Lanzavecchia, head of vehicle engineering di Ferrari e chief technology officer di Hypersail–. Il “volo” sull’acqua è reso possibile da un sofisticato sistema di controllo, frutto del knowhow maturato sulle nostre vetture, alimentato da energia recuperata da fonti rinnovabili come il vento, il sole e il movimento».
Struttura e colore
Il materiale principale di Hypersail è il carbonio e la livrea merita una menzione speciale: accanto allo speciale “grigio Hypersail” è stato usato il giallo, la seconda anima di Ferrari. Nello sviluppo dell’imbarcazione, il Ferrari Design Studio ha voluto creare un collegamento tra la silhouette orientata al futuro di Hypersail e la storia dell’estetica del marchio: il nuovo giallo Fly porta con sé un prezioso patrimonio narrativo. Nacque infatti da un’intuizione di Fiamma Breschi, vedova del pilota Luigi Musso – celebre per il distintivo casco giallo – e amica di Enzo Ferrari.
Un’occasione per tutti
In occasione della design week, fino a domenica 26 aprile, il progetto Hypersail viene raccontato in un percorso espositivo all’interno del Ferrari flagship store e con l’installazione-faro Hypersail, sulla terrazza principale di Highline Milano, con vista su piazza del Duomo.