Il conflitto in Medio Oriente ha una ripercussione negativa anche sulla Fluorsid. L’azienda chimica, di proprietà di Giulini (il patron del Cagliari) che nello stabilimento sardo di Macchiareddu produce, tra le altre cose, acido solforico e fluoruro di alluminio. Prodotti utilizzati sia in ambito petrolifero sia in ambito metallurgico per la produzione di alluminio.
All’orizzonte c’è lo stop a tre linee dello stabilimento situato alla periferia di Cagliari e la riduzione di personale. A delineare questo scenario sono i segretari delle organizzazioni di categoria Filctem, Femca e Uiltec dopo un incontro con i vertici dell’azienda avvenuto lo scorso giovedì pomeriggio.
Lo stop alle linee
«La Fluorsid ha annunciato che a causa della situazione in Medio Oriente sarà costretta a fermare tre linee produttive e questo porterà a un esubero di personale – sottolineano in una nota Giampiero Manca della Filctem, Marco Nappi e Mattia Carta della Femca e Pierluigi Loi e Davide Collu della Uiltec -. Una situazione che i sindacati guardano con enorme preoccupazione anche perché l’azienda è intenzionata a gestire trattative dirette con i lavoratori per le fuoriuscite su base volontaria, anziché avviare una interlocuzione sindacale e avvalersi degli strumenti legislativi previsti per la gestione degli stati di crisi».
La ricostruzione dei sindacalisti prosegue: «Giovedì scorso si è svolto l’incontro tra Tommaso Edoardo Giulini, azionista di maggioranza Fluorsid, l’amministratore delegato Andrea Alessandro Muntoni e le rappresentanze territoriali dei sindacati e i rappresentanti di Confindustria – sottolineano i sindacalisti – . Nel corso dell’incontro il presidente Giulini ha denunciato la situazione di grande difficoltà in cui versa l’azienda, aggravatasi nell’ultimo periodo a causa della crisi medio orientale con la chiusura dello stretto di Hormuz e con il conseguente bombardamento di alcune raffinerie a cui la stessa forniva la materia prima».
La concorrenza cinese
Da sciogliere anche un altro nodo: «Il presidente ha anche evidenziato che anche a seguito di una forte concorrenza da parte dei mercati Cinesi – ricostruiscono ancora i sindacalisti – non vi sono più le condizioni per mantenere le stesse produzioni di fluoruro d’alluminio rispetto al passato». Da qui la decisione dello stop. «È stato lo stesso presidente Giulini, infatti, ad annunciare la fermata delle linee produttive 1, 2 e 3 a partire da metà giugno – ricordano ancora i sindacalisti -. Secondo quanto riportato dal presidente le produzioni per il futuro passeranno da 100mila tonnellate l’anno a 40mila».
