Rilancio ed espansione sui mercati internazionali, debutto in nuovi settori dell’agroalimentare, più attenzione al comparto aftermarket e della componentistica meccanica. Sono queste le priorità di Ver Capital Sgr, tra i principali asset manager italiani che tramite il fondo Ver Capital Special Situations (supportato dal programma Patrimonio Rilancio del Mef gestito da Cdp) ha nei giorni scorsi rilevato il 70% del capitale di Pieralisi, vera e propria multinazionale tascabile leader mondiale delle macchine olearie.

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L’azienda di Jesi (Ancona) registra un fatturato di 110 milioni di euro, ha 140 anni di storia ed è stata portata al successo mondiale da Gennaro Pieralisi, imprenditore visionario (cugino, tra l’altro, dell’attrice Virna Lisi il cui vero nome era, appunto, Pieralisi) scomparso nel 2020. Gennaro Pieralisi ha sviluppato l’azienda di famiglia fino a farla diventare un dogma e un quasi monopolista globale: se si vuole realizzare un frantoio e produrre olio di qualità occorre avere macchinari Pieralisi.

È stato così fino alla scomparsa dell’ingegnere. Subito dopo la famiglia ha compiuto un passo indietro cedendo la maggioranza del capitale prima al fondo Dea Capital e poi a Greenarrow. Adesso Ver Capital ha rilevato le quote di Greenarrow e una parte di quelle della famiglia raggiungendo il 70% del capitale. Greenarrov e famiglia Pieralisi restano soci col restante 30%.

«L’azienda ha vissuto una fase di difficoltà soprattutto finanziaria all’epoca del Covid – spiega l’ad di Ver Capital, Andrea Pescatori -. Da un punto di vista finanziario è oggi risanata, la leva è tre volte l’Ebitda e l’azienda produce cassa. Insieme ai soci abbiamo investito 16 milioni di euro e abbiamo negoziato un importante rifinanziamento bancario a medio lungo termine. L’azienda ha oggi denari freschi sia sul fronte dell’equity che sul fronte creditizio ed è finanziariamente equipaggiata per investimenti produttivi e per l’espansione internazionale».

Pieralisi ha una leadership indiscussa nel settore delle centrifughe per frantoi. L’altro ambito di business è quello ambientale e della depurazione delle acque. «La stragrande maggioranza del nostro giro d’affari è tutt’ora legato alle tecnologie per i frantoi e alla produzione olearia – aggiunge Pescatori – ma ci stiamo muovendo lungo due direttrici. Una è quella di potenziare ancora le tecnologie alimentari sia espandendo i mercati del settore oleario a nuove geografie sia sviluppando le nostre tecnologie in altri settori alimentari come quelli del pomodoro e del lattiero caseario. L’altro ambito, quello invece delle tecnologie ambientali, ci consente di essere presenti in aree come i paesi del Nord Europa dove non potremmo esserci con i frantoi visto che non vantano una produzione olearia».

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