Dieci anni in Italia, duecento milioni già investiti e altri cento in arrivo entro il 2028. Froneri – joint venture nata nel 2016 dall’incontro tra Nestlé e R&R, oggi secondo produttore mondiale di gelati con 5,5 miliardi di fatturato consolidato in 25 Paesi – annuncia un nuovo piano di sviluppo che punta a consolidare il ruolo dell’Italia come hub produttivo del gruppo.

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Il fatturato italiano 2025 ha superato 380 milioni di euro, con un incremento del 43,4% rispetto al 2017. Una traiettoria che l’amministratore delegato Quirino Cipollone attribuisce a tre leve: innovazione di prodotto, valorizzazione dei brand e potenziamento della capacità produttiva nei due stabilimenti di Ferentino e Terni.

«Abbiamo deciso di accelerare ulteriormente, con un nuovo piano di investimenti per il prossimo triennio, finalizzato a rafforzare la nostra capacità industriale e sostenere la crescita della categoria del gelato», ha dichiarato Cipollone. I cento milioni previsti avranno una doppia destinazione: da un lato il potenziamento tecnologico degli impianti – il gruppo opera su 30 fabbriche nel mondo con oltre 390 linee produttive e circa 12mila dipendenti – dall’altro ricerca, sviluppo e sostegno dei marchi.

Lo snacking ridisegna i consumi

A spiegare la logica degli investimenti è un cambiamento strutturale nei comportamenti d’acquisto. La riduzione dei nuclei familiari e la progressiva destrutturazione dei pasti hanno eroso il consumo di gelato come dessert tradizionale, spostando la domanda verso formati individuali, acquistati con maggiore frequenza e con una disponibilità a spendere più alta per unità. È il fenomeno dello snacking: tra il 2016 e il 2025 il valore delle vendite Froneri nel settore multipack (ora in generale rallentamento secondo i dati di NielsenIq) è raddoppiato, e i suoi brand nel 2025 hanno raggiunto più di 8 milioni di famiglie italiane, con una crescita del 43% rispetto al 2016. Non si tratta solo di volumi: la disponibilità dei consumatori a pagare di più per qualità percepita, ingredienti ricercati o legame con un brand riconoscibile ha ridefinito le gerarchie di mercato, aprendo spazio a posizionamenti premium che in precedenza avrebbero faticato a reggere sullo scaffale.

I brand che hanno trainato la crescita

Il marchio che incarna meglio questa dinamica è Maxibon: cresciuto a una media del +16,5% annuo nel triennio 2022-2025, conta oltre 4,5 milioni di famiglie acquirenti e la sua variante Classic detiene il primo posto per vendite a unità nell’intero retail. La gamma si è allargata verso l’alto con la linea snacking premium The Special, che ha attratto nuovi consumatori senza cannibalizzare il prodotto di base. Nuii – lanciato nel 2019 con un posizionamento costruito attorno agli ingredienti esotici e alla qualità della materia prima – è diventato il secondo brand nel segmento degli stecchi premium in sei anni, con 3,5 milioni di famiglie acquirenti e una presenza stabile nella top ten per rotazione. Coppa del Nonno, dopo settant’anni, rimane quinta referenza per vendite nel retail: un risultato che segnala quanto il gelato al caffè conservi una base di consumatori difficile da erodere.

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