La Gen Z non rappresenta più il futuro del Tax Free Shopping: è già il motore della sua crescita. Lo evidenzia la nuova analisi di Global Blue, che fotografa i comportamenti d’acquisto dei giovani viaggiatori internazionali tra aprile 2025 e marzo 2026.
Secondo la rilevazione, in Italia, nell’ultimo anno, il numero di shopper Gen Z è cresciuto del 22%, mentre la relativa spesa Tax Free è aumentata dell’11%, confermando il ruolo sempre più centrale di questa generazione nella trasformazione del retail.
Sebbene la Spagna attragga la quota più elevata di viaggiatori Gen Z in Europa (35% contro il 29% dell’Italia), il nostro Paese si posiziona al primo posto per contributo alla spesa Tax Free generata da questa fascia di consumatori, con il 28% del totale europeo. L’Italia può inoltre contare su tre destinazioni tra le sei città europee più rilevanti per gli acquisti Tax Free della Generazione Z: in particolare, Milano si conferma la seconda destinazione europea per spesa, con una quota dell’11%, dietro soltanto a Parigi. Nelle due capitali della moda, la spesa media supera i 1.400 euro per shopper, ben al di sopra di città come Roma (870 euro), Barcellona (720 euro), Madrid (670 euro) e Firenze (600 euro).
L’analisi evidenzia dunque il profondo cambiamento generazionale che sta interessando il Tax Free Shopping in Italia. Dal 2019 a oggi, il numero di shopper appartenenti alla Gen Z è cresciuto del 368%, rispetto al +39% registrato dalle altre generazioni. Il trend si conferma anche nell’ultimo anno: mentre i consumatori più maturi registrano una crescita contenuta dei flussi (+3%) e una lieve flessione della spesa (-1%), la Generazione Z continua ad accelerare, contribuendo sempre più significativamente allo sviluppo del mercato, pur rappresentando ancora il 14% della spesa Tax Free complessiva in Italia.
Secondo Global Blue, le preferenze d’acquisto della Gen Z si distinguono dal resto del mercato. La spesa verso i brand luxury cresce del 6%, mentre quella destinata ai marchi exclusive registra un incremento del 35%, valori superiori rispetto a quelli osservati dalle altre generazioni, rispettivamente -6% e +9%. Particolarmente dinamiche risultano alcune categorie chiave: orologi (+33% vs +6%), gioielleria (+19% vs +1%) e abbigliamento (+16% vs +4%). Anche categorie più flat come borse (+3%) e calzature (+2%) mostrano una crescita tra i giovani consumatori, in controtendenza rispetto al mercato generale (-8% e -5%).
