Quattromila tra atlete e atleti; di cui 500 dall’Italia, la delegazione più numerosa; 33 discipline sportive; 26 Paesi partecipanti di 3 continenti; 275 milioni investiti dal Governo, attraverso il commissario Massimo Ferrarese, per costruire o ristrutturare gli impianti sportivi, altri 100, sempre pubblici, per l’organizzazione e ulteriori 6 milioni del Governo per interventi di riqualificazione a Taranto; 3mila volontari impegnati nei vari servizi; 2 navi (Aroya e Romantika) prese a nolo per ospitare atlete e atleti. Sono i numeri chiave della ventesima edizione dei Giochi del Mediterraneo che la sera di venerdì 21 si inaugurano nello stadio di Taranto, dove si terrà anche la manifestazione di chiusura il 3 settembre.
E per l’apertura ci sarà un importante parterre istituzionale, con l’Italia rappresentata dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, dai presidenti di Senato e Camera, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, dalla premier Giorgia Meloni e da diversi ministri. Ci sarà anche il vicepresidente esecutivo della Commissione Europea, Raffaele Fitto, insieme ad altri capi di Stato e di Governo.
È la seconda volta che i Giochi, che hanno 75 anni di vita, tornano in Puglia dopo l’edizione di giugno 1997 a Bari. I Giochi costituiscono una festa dello sport, un’occasione per sottolineare la centralità del Mediterraneo e il ruolo dell’Italia in un momento geopolitico complesso, l’opportunità, come ha detto Papa Leone, di affermare «una profezia di pace e di fratellanza tra i popoli». Ma Taranto punta sui Giochi anche per offrire di sé un’altra immagine e una nuova narrazione: quella di una città che pur investita dal ciclone ex Ilva, dove a fine ottobre si fermerà l’area a caldo per ordine della Magistratura, si sforza di prefigurare un futuro diverso, unendo al mare, al territorio e alla sua storia antica, anche un patrimonio di impiantistica sportiva di rilievo.
Condurre in porto questa edizione dei Giochi è stata una maratona. Sì, perché pur assegnati a Taranto ad agosto 2019, in realtà la macchina ha preso a girare solo all’inizio del 2024 dopo l’insediamento del commissario Ferrarese a metà 2023. Quando c’erano solo 150 milioni deliberati dal precedente Governo, alcuni rendering e un solo progetto, quello del centro nautico, che poi si rivelerà incompleto e quindi da rifare.
Il lavoro, quindi, è praticamente partito da zero. A ciò si aggiunga che parecchi mesi tra il 2023 e il 2024 hanno visto polemiche e conflitti tra Governo, Regione Puglia e Comune di Taranto, con l’allora governatore regionale Michele Emiliano che contestava al Governo di aver scippato i Giochi alla Puglia nominando un commissario. E tornando su quelle vicende il ministro dello Sport, Andrea Abodi, ha osservato: «Abbiamo modificato decisamente l’asse organizzativo e delle infrastrutture. Lo spirito di questi anni è iniziato tre anni e mezzo fa con l’insediamento del Governo e con la presa di coscienza che qualcosa si dovesse modificare». Mentre il vicepresidente della Commissione Ue, Raffaele Fitto, ricordando il periodo vissuto da ministro della Coesione, ha aggiunto: «La scelta del commissario, che all’epoca non fu semplice, ha rappresentato la chiave della soluzione del problema».