Ne rappresentano un baluardo, con la loro capacità di affinare il pensiero critico, che rende le persone più consapevoli e meno inclini ad accettare facili slogan. Piero Calamandrei, uno dei padri della Costituzione, sosteneva giustamente che la democrazia si costruisce proprio qui, sui banchi di scuola. Ecco perché è un bene che le università siano centrali e non a caso, chi non ama la democrazia spesso di questi tempi attacca proprio scuola e università. Ecco, a maggior ragione, perchè la filantropia è importante, un modo per consentire a tutti di studiare e raggiungere le migliori opportunità.

Guardando all’universo dei giovani in Italia vi sono due temi rilevanti: da un lato l’inverno demografico, che riduce le nascite, dall’altro il trasferimento all’estero. Cosa la preoccupa maggiormente ?

Sulla demografia occorre attivare leve politiche di lungo periodo, perché si tratta di trend non facilmente reversibili. I 355mila nati nel 2025 sono più o meno i neo-iscritti alle università. Il che significa che per mantenere questi numeri, tra 18-19 anni dovremmo avere il 100% di questi neonati indirizzarsi verso gli atenei, una percentuale impossibile da raggiungere. Ecco perché dobbiamo concentrarci anche sull’attrazione di giovani dall’estero. Non sono tanto preoccupato delle esperienze oltreconfine dei nostri ragazzi, che anzi sono fondamentali nel loto percorso di crescita, ma nel fatto che poi in molti casi non ritornano. E ad ogni modo, i flussi in uscita non sono compensati da quelli che arrivano.

Anche in questo senso le università italiane possono giocare un ruolo in termini positivi?

Certamente. E infatti i paesi che attraggono maggiormente ragazze e ragazzi con titolo di studio elevato, penso a Stati Uniti, Germania o Francia, sono quelli che hanno grandi aziende e grande attenzione ai laureati. L’Università deve diventare un modo per essere attraente come Paese. Il modello Bocconi può essere esteso, creando di fatto un ambiente internazionale senza la necessità di cercarlo all’estero: al primo anno delle nostre triennali quasi i due terzi delle domande provengono dall’estero. Così come dall’estero viene quasi la metà dei nostri nuovi docenti. Spesso, a proposito di fuga dei cervelli, si tratta di italiani che rientrano da un’esperienza oltreconfine, e anche per questo siamo soddisfatti dei risultati.

Share.
© 2026 Nederlandkeer. Alle rechten voorbehouden.
Exit mobile version