Il 2026 avrebbe dovuto essere l’anno della ripresa per un mercato del lusso che, dal 2024 in avanti, ha vissuto momenti critici. Gli eventi internazionali, tuttavia, hanno sparigliato ancora una volta le carte, costringendo le aziende – alcune delle quali impegnate in processi di efficientamento per tornare a crescere – a rivedere alcune strategie. In questo contesto la conversazione tra aziende e retailer, che allo stesso modo hanno fatto i conti con la necessità di un’evoluzione e non sempre ci sono riusciti, è sempre aperta – e, anzi, è più forte – alla ricerca di nuove soluzioni come racconta Panos Linardos, presidente di RLC Global Forum, piattaforma che riunisce leader, innovatori e decisori istituzionali e che per la seconda volta in meno di un anno ha scelto Milano per un confronto tra player internazionali: il 3 e 4 giugno,infatti, il Rlc Fashion Summit che vedrà dialogare manager di brand (da Prada a Golden Goose, passando per Kiton e Cucinelli) e retailer (Selfridges, LuxExperience e Saks tra gli altri).

Presidente Linardos, l’industria della moda e del lusso ha avviato una serie di cambiamenti in risposta alla crisi. Quali sono i più necessari e su cosa si sta focalizzando il retail? 

L’industria si sta allontanando dal modello che metteva al centro la crescita a ogni costo, l’espansione a ogni condizione. I brand stanno cercando di tornare all’efficienza e di ridurre la complessità, rimettendo però al centro il consumatore e i valori che, proprio agli occhi di chi compra, hanno riacquisito grande importanza. E questa è la vera sfida perché i consumatori sono diventati più informati e quindi più selettivi, e anche in virtù di questo meno leali se non si ritrovano nei valori dei brand. Il retail ha un ruolo chiave in questo contesto: i consumatori chiedono che tali valori vengano estesi, oltre che al prodotto, all’esperienza, ai servizi. Va detto che la fiducia dei consumatori nel mondo è in fase di ripresa ma questa sta avvenendo in maniera irregolare a livello geografico e, in generale, regna molta cautela. Per questo, per brand e retailer, è fondamentale ripartire dai valori.

La situazione internazionale sta mettendo in difficoltà mercati, come gli Emirati, che nel post Covid avevano invece vissuto momenti positivi. Cosa vi aspettate?

Quello che sta accadendo a livello geopolitico (l’instabilità nell’area dell’Iran e del Golfo, ndr) sta impattando negativamente su alcuni mercati di grande importanza per il settore moda e lusso, come Emirati, Arabia Saudita e Qatar. Si sono verificate conseguenze immediate sui flussi turistici, per esempio, ma crediamo che nonostante questo il Golfo avrà in futuro un ruolo sempre più strategico nel mercato del lusso mondiale. Non solo perché, in passato, anche di fronte a grandi emergenze come la pandemia ha dimostrato maggiore resilienza rispetto ad altre località, ma anche perché in paesi come l’Arabia Saudita è stato studiato e messo in atto un piano di lungo termine per acquisire un ruolo significativo nel settore.

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