Oltre un anno di sperimentazione e circa 200 aziende già coinvolte tra provider e Pmi, con l’obiettivo di accelerare il trasferimento tecnologico e favorire lo sviluppo di soluzioni di Intelligenza artificiale su misura per le imprese. L’Istituto Italiano di Intelligenza artificiale (AI4I) è pronto a lanciare, a livello nazionale, insieme a Unioncamere, un nuovo modello di trasferimento tecnologico centrato sull’AI e destinato alle Pmi. Il punto di forza della proposta, al centro di un accordo tra l’Istituto presieduto da Fabio Pammolli, voluto dal Governo, e il sistema camerale, è la piattaforma Suk, System for User Knowledge.
I numeri
Si tratta di un vero e proprio market place con 140 provider qualificati, 186 soluzioni di Intelligenza Artificiale, 59 startup innovative, una settantina di Pmi coinvolte, oltre 70 fabbisogni aziendali strutturati e 30 processi di matching già avviati. Il sistema è stato prima testato a Torino, sede dell’Istituto, nell’ambito del programma AI Match Torino, così da validare un modello di trasferimento tecnologico che accompagna le Pmi nell’adozione di soluzioni basate sull’Intelligenza Artificiale. La scommessa ora è riuscire a scalare, a livello nazionale, grazie al sostegno del sistema camerale, questo modello che ha registrato una serie di casi di successo anche in aziende di piccole dimensioni. Dimostrando che non solo regge ed è scalabile, ma può essere applicato in ambiti industriali diversi. Il progetto si è concluso il 15 luglio scorso con la selezione delle venti imprese che accederanno alla fase di implementazione, dopo un percorso articolato di formazione, assessment, definizione dei casi d’uso, matching tecnologico e tutoraggio specialistico.
Il matching
Per le imprese, soprattutto le piccole e medie, il punto decisivo consiste nel tradurre bisogni concreti in progetti realizzabili, individuando tecnologie e partner coerenti con i propri obiettivi. Il Suk raccoglie e struttura la domanda delle imprese e rende possibile un processo di matching guidato tra bisogni industriali e soluzioni tecnologiche pronte a essere adottato, attraverso un percorso preciso di promozione del trasferimento tecnologico che risulta alternativo rispetto al modello classico. E fa leva sulla capacità dell’Istituto AI4I di lavorare come coordinatore di una rete qualificata di sourcing tecnologico e industriale.
Se diffondere le buone pratiche rispetto alle tecnologie emergenti basate sull’AI è l’obiettivo numero uno del progetto, una delle ambizioni è quella di sostenere e qualificare la rete di imprese italiane dell’Ict, nel contesto dell’AI Act e della diffusione dell’Intelligenza artificiale negli ambienti industriali. Il cuore del modello messo a punto a Torino e destinato alle Pmi di tutta Italia sta proprio nell’attività di matching: AI4I analizza il caso d’uso sviluppato insieme all’impresa, individua i provider più coerenti e costruisce un percorso di confronto tecnico finalizzato alla definizione della soluzione progettuale più adatta. Un modus operandi che ha portato allo sviluppo di cinque use cases in settori molto diversi, da applicazioni di AI al servizio della qualità alimentare fino al controllo qualità attraverso la Computer Vision nel packaging, passando per sistemi di accesso smart ai musei, valorizzazione dei talenti e dei processi di progettazione nel design industriale.
