Con oltre 300 varietà lapidee (tra cui Arabescato Orobico, Travertino Romano, Ceppo di Gré, Pietra di Luserna, Bardiglio, Verde Alpi e Botticino), l’Italia è uno dei Paesi leader, a livello globale, per la produzione e la trasformazione dei marmi e delle pietre, grazie non solo alla qualità della materia prima ma anche, e forse soprattutto, all’eccellenza delle lavorazioni e delle applicazioni, in particolare nell’architettura e nell’interior design.

Un’eccellenza del made in Italy

Il settore della pietra naturale conta nel nostro Paese circa 3.200 aziende e oltre 34mila addetti, con un fatturato complessivo – tra materiali e tecnologie di lavorazione – di 4,5 miliardi di euro e un export che rappresenta il 70,8% della produzione nazionale, pari a 3,1 miliardi di euro, secondo i dati di Confindustria Marmomacchine riferiti al 2025.

Non sorprende dunque che, proprio in Italia, abbia luogo da oltre 80 anni, una delle più importanti manifestazioni fieristiche dedicate a questo comparto – anzi, all’intera filiera, che comprende anche la produzione di macchinari e tecnologie: Marmomac.

L’evoluzione del comparto in 60 edizioni

Nata nel 1940 a Sant’Ambrogio di Valpolicella con il nome di «Mostra del Marmo e delle Macchine», Marmomac arriva quest’anno alla sua 60esima edizione, che si terrà nei padiglioni di Veronafiere dal 22 al 25 settembre 2026. Un’edizione speciale, che oltre a mettere in vetrina, come sempre, gli ultimi traguardi della ricerca stilistica e tecnologica delle aziende, ripercorrerà l’evoluzione di questo comparto.

A Verona sono attesi circa 1.400 espositori, provenienti da più di 54 Paesi e una community globale di oltre 50mila operatori e professionisti da 140 nazioni, in linea con i risultati del 2025.

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