Per la prima volta a Milano il costo del trasporto pubblico locale supera 1 miliardo. È una voce destinata peraltro a crescere e che impatta sempre di più nel bilancio, soprattutto dopo la realizzazione della metro 4, che oggi è arrivata a pesare in bilancio circa 100 milioni all’anno. All’inizio del mandato della seconda giunta Sala, nel 2022, il costo era di 843 milioni.

Il fabbisogno viene coperto per 400 milioni dalla vendita dei biglietti, a cui si aggiunge il fondo nazionale del tpl per 263 milioni, ma «rimangono sulle spalle del Comune quasi 400 milioni – dice l’assessore al Bilancio e al piano straordinario Casa, Emmanuel Conte -. Quello che impatta di più sulla fiscalità generale del Comune è questa voce, per cui abbiamo triplicato le spese dal 2019».

Il nodo tassa di soggiorno

Per il prossimo bilancio previsionale il nodo rimane sempre lo stesso: la “perdita” dell’aumento della tassa di soggiorno, previsto solo per l’anno dei Giochi olimpici di Milano e Cortina, il 2026 appunto. Dal prossimo anno si torna a 5 euro, non saranno più 12 euro come adesso (di cui però il 50% viene restituito al governo). Questo ritorno alla “normalità” si traduce per il Comune di Milano in 30 milioni di incassi in meno. «Aspettiamo di capire se ci adegueranno alle altre città come Roma, Firenze, Venezia, visto che è una tassa che pagano soprattutto i turisti stranieri e alto spendenti. Non c’è un tema di peso sulle famiglie quindi», sottolinea Conte.

«C’è un’interlocuzione con il ministro al Turismo Mazzi – ha aggiunto – ma per ora non ha dato molti frutti. Noi chiediamo di essere equiparati alle altre città». Infine, per quanto riguarda la prossima manovra, l’assessore taglia corto: «non credo che darà risorse ai Comuni, non mi aspetto grandi risorse anche se le chiediamo sempre».

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