L’ottavo anniversario della tragedia del ponte Morandi, viadotto autostradale genovese crollato il 14 agosto 2018 con 43 vittime, viene commemorato con una consapevolezza diversa, rispetto a quanto era accaduto negli anni precedenti. Perché solo un mese fa, il 16 luglio, è arrivata la sentenza, di primo grado, del Tribunale di Genova, per quanti sono stati considerati responsabili di quella sciagura che, secondo Pm e giudici, avrebbe potuto essere scongiurata. Il totale delle condanne, per 32 imputati, ammonta a poco meno di 180 anni e all’ex amministratore delegato di Autostrade per l’Italia, Giovanni Castellucci, è stata comminata una pena di 12 anni di reclusione, per i reati di crollo colposo e omicidio stradale. Fra gli altri condannati, esponenti di Aspi – Autostrade per l’Italia – società controllata, al momento del crollo, da Atlantia (la holding posseduta al 30% dalla famiglia Benetton, tramite la Edizione spa) – di Spea (che si occupava delle manutenzioni della rete) e del ministero delle Infrastrutture.
L’esito del processo, le cui motivazioni saranno depositate a gennaio, per la complessità del procedimento, pur non potendo dare sollievo al dolore, ancora vivo, dei parenti di quanti sono scomparsi, tuttavia ha raccolto la soddisfazione del Comitato ricordo vittime ponte Morandi, espressa dalla presidente, Egle Possetti, che ha posto l’accento, soprattutto, sul fatto che «sono state individuate delle responsabilità» e che «ha retto l’aggravante dell’omicidio stradale», per cui eventuali prescrizioni «avranno più lungo termine».
Le opere per risarcire la città
Ma ad essere colpita dalla tragedia del 2018 è stata tutta la città di Genova, oltre che, in primis, le famiglie delle vittime. Per questo è stato siglato, con Autostrade, un accordo di ristoro nel 2021, riconfermato, con tutte le autorità liguri, Comune, Regione e ministero, nel 2024. L’intesa prevede che Aspi predisponga una serie di indennizzi legati a varie opere compensative, per un valore complessivo di oltre 1,68 miliardi. A oggi, però, sono ancora da realizzare lavori per 1,13 miliardi, benché le risorse siano state messe già a disposizione da Aspi. Della somma totale (1,68 miliardi) fanno parte gli oltre 583 milioni impiegati per la costruzione del viadotto San Giorgio; 100 milioni da destinare a progetti di mobilità, logistica e digitale nell’area genovese (il Comune di Genova non ha ancora deciso per cosa utilizzarli); 75 milioni per il riassetto della viabilità portuale (quasi tutti già spesi dalla port Authority); e 930 milioni per due tunnel: quello subportuale di Genova (700 milioni) e quello della Val Fontanabuona (230 milioni). Per il primo, il cui budget, nel frattempo, è salito a 1,1 miliardi (la parte non compresa nel ristoro sarà pagata da Aspi con i ricavi delle tariffe autostradali dell’intera rete nazionale), il lotto A (valore 210-220 milioni, è già partito); il Lotto B (valore 803 milioni ma i lavori devono ancora iniziare) è stato assegnato, con gara conclusa a fine luglio, a Webuild. Invece, per il tunnel della Val Fontanabuona (che partirà dalla A12 tra Rapallo e Zoagli, per arrivare nella Fontanabuona con 5,6 chilometri di rampa sotterranea e due tunnel, uno da 2 chilometri e l’altro da 2,5), si è conclusa in aprile la Conferenza dei servizi ed è in corso di realizzazione il progetto definitivo, che è atteso per dicembre. Mentre l’inizio dei lavori potrebbe essere a gennaio. La somma dei denari ancora da utilizzare, dunque, ammonta, come si è accennato a circa 1,13 miliardi.
I momenti salienti della storia
Il 14 agosto 2018, alle 11,36, un violento nubifragio si abbatte su Genova. È a quell’ora che uno strallo del viadotto sul Polcevera, infrastruttura della A10 progettata dall’ingegner Riccardo Morandi e realizzata nel 1967, si rompe facendo collassare la campata della pila 9 del ponte e stroncando, in un attimo, 43 vite. Nel settembre 2018, la procura di Genova iscrive le prime 20 persone nel registro degli indagati, tra cui l’allora ad Castellucci; ma anche dirigenti del ministero, oltre ai vertici e i tecnici di Spea.
Il 28 giugno 2019, un’esplosione controllata, alle 9,37, fa crollare i tronconi rimasti del viadotto. Il 3 agosto 2020 viene inaugurato il nuovo viadotto San Giorgio, disegnato dall’architetto Renzo Piano.