Si alza il sipario sulla ventesima edizione dei Giochi del Mediterraneo a Taranto. I numeri sono significativi: 3.800 tra atlete e atleti, 26 Paesi partecipanti di 3 Continenti, 33 discipline sportive, di cui 2 al debutto, e 1.853 medaglie da assegnare. Li evidenziano Merez Boussayene, primo vice presidente del comitato internazionale dei Giochi, e Massimo Ferrarese, presidente del comitato organizzatore locale, nella conferenza stampa che precede lo start.

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Al presidente Sergio Mattarella il compito di pronunciare nello stadio Iacovone di Taranto la formula di apertura dei Giochi. Con lui, i presidenti di Senato e Camera, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, la premier Giorgia Meloni, il vice presidente esecutivo della Commissione Europea, Raffaele Fitto, insieme ad altri quattro capi di Stato (Albania, Kosovo, Macedonia e Libano) e due di Governo (Algeria e Serbia), nonché a diversi ministri e ambasciatori. Lo stadio – radicalmente ristrutturato, 20mila posti – é sold out da parecchi giorni per l’evento inaugurale.

«Taranto ha cambiato il suo volto. E questi Giochi del Mediterraneo hanno segnato un risultato importante, un record straordinario con 3.800 atleti», dice Boussayene. «Questi Giochi – aggiunge – lasceranno una legacy importante poiché resterà un patrimonio sportivo che servirà per le generazioni del futuro. Taranto é la quarta città italiana che ospita i Giochi e tornare in Italia ha un grande significato. Emerge il legame profondo tra l’Italia e il Mediterraneo. E anche le navi per l’ospitalità degli atleti hanno rappresentato un’idea originale poiché si sposa con l’idea marittima di Taranto e con il mondo mediterraneo».

Per il presidente Ferrarese, «i Giochi sono di tutti, non hanno un colore politico. Per i Giochi – rammenta – sono stati investiti 275 milioni per le opere, 75 nell’organizzazione e 6 milioni dati dal commissario per rifare le strade a Taranto. Ringrazio il Governo per quello che ha fatto, ma anche le altre istituzioni che sono state al nostro fianco: Regione Puglia, Comune di Taranto, Coni, che fanno parte del direttivo dei Giochi. Non siamo usciti fuori di un euro – sottolinea Ferrarese -, non ci sono stati extracosti come normalmente accade. Noi, all’interno dei 275 milioni, abbiamo risparmiato circa 23 milioni con cui abbiamo potuto compensare l’aumento di 18 milioni di costi e con gli altri abbiamo realizzato perizie di variante, quindi opere in più che abbiamo dato al territorio. Un’eredità importante quella degli impianti che spero sia valorizzata e conservata e manutenzionata nel tempo».

In avvio dei loro interventi, sia Boussayene sia Ferrarese hanno ricordato la figura di Davide Tizzano, canottiere, presidente del comitato internazionale dei Giochi scomparso lo scorso dicembre, che per molti mesi è stato nella “macchina” dei Giochi.

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