Un pacchetto di zucchero su due venduto in negozi e supermercati è di Eridania, che è diventata anche leader nei dolcificanti. Due dati che fotografano bene l’importanza per l’Italia dello storico marchio nato nel 1899 e oggi controllato al 100% dalla coop francese Cristal Union, big da 2,2 miliardi di fatturato.

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Nello stabilimento di Russi, nel Ravennate, di zucchero non se ne produce più da tempo (l’Italia ha un deficit strutturale di circa l’80%) ma lì c’è il principale centro logistico italiano che confeziona e distribuisce la materia prima che arriva da Oltralpe (anche se Cristal Union è proprietaria della Raffineria Srb di Brindisi) e il centro di produzione dei dolcificanti. Che ora, grazie a un investimento di 20 milioni, assumerà ancora più rilevanza su entrambi i fronti.

Il 75% delle risorse saranno assorbite dal nuovo centro logistico, che sarà completato entro i primi mesi del 2028 e prevede la realizzazione di una nuova area di oltre 10mila metri quadrati, che tra l’altro permetterà l’installazione di un impianto fotovoltaico, strategico per un industria energivora soprattutto nell’attuale congiuntura internazionale. Si tratta «di un profondo efficientamento della rete distributiva nazionale: il nuovo hub – spiega l’ad Alessio Bruschetta – andrà infatti a sostituire l’attuale piattaforma di Cervia e consentirà la razionalizzazione dei rapporti con i centri logistici del Nord-Ovest finora serviti direttamente dallo stabilimento francese del Gruppo, che ha deciso di confermare questo investimento nonostante il momento di difficoltà che sta attraversando la produzione di zucchero». La nuova configurazione consentirà di incrementare di oltre 20% i volumi distribuiti entro tre anni, da 320 a 400 milioni di tonnellate, e farà di Russi l’unico punto di ingresso in Italia dello zucchero proveniente dalla Francia (via ferrovia e per una quota residuale su gomma), diventando uno dei principali poli nell’area del Mediterraneo.

Il restante 25% delle risorse sarà investito per l’ampliamento e l’innovazione del campo dei dolcificanti, «internalizzando le principali attività di lavorazione oggi affidate all’esterno – continua Bruschetta – e sostenendo così un segmento sempre più importante per l’azienda, destinato a crescere rispetto all’attuale quota del 5-6% e che vede continue innovazioni e nuovi lanci sul mercato». Il segmento nel primo semestre 2026 è cresciuto del 5% a valore (a 19,4 milioni) e +8% in unità, facendo di Eridania il primo marchio nazionale. 

Il piano consentirà di generare risparmi strutturali pari a circa 1,5 milioni di euro all’anno, una dote importante per accrescere una marginalità strutturalmente bassa (sotto il 5%) di una commodity che vede il fatturato (217 milioni per Eridania nel 2025) dipendere molto dalle fluttuazioni delle quotazioni sui mercati internazionali.

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