È in buona salute il mercato del leasing. Nel 2025 lo stipulato ha raggiunto i 36 miliardi di euro e il nuovo anno è iniziato con un aumento a valore del 3,5%. Nell’arco dell’ultimo decennio lo stipulato è passato dai 17 miliardi del 2015 ai 36 miliardi del 2025 con un +5,8% rispetto al 2024. Nel 2025 ben il 65% degli investimenti in beni strumentali acquisiti con le agevolazioni della Nuova Sabatini sono stati finanziati in leasing. Nel primo trimestre 2026 lo stipulato è cresciuto del 3,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. L’Italia è il secondo paese manifatturiero in Europa e tra quelli che presentano il più elevato numero di piccole e medie imprese.

Questi i dati presentati nel corso dell’annuale assemblea di Assilea, l’Associazione nazionale di categoria delle imprese del leasing e del noleggio a medio-lungo termine. «Gli investimenti, insieme alle riforme strutturali, sono la chiave per l’accrescimento della capacità produttiva e della produttività – ha detto Paolo Guzzetti, presidente Assilea, ricordando la necessità di – certezza di regole, poca burocrazia, un sistema infrastrutturale e logistico efficiente e capillare, un accesso agevole a tutte le varie forme di finanziamento. E nel finanziamento degli investimenti il leasing gioca un ruolo significativo». Il presidente ha inoltre ribadito la necessità di una revisione del quadro prudenziale basata sul riconoscimento di una minore rischiosità del leasing rispetto a strumenti di finanziamento più tradizionali, come testimonia una ormai abbondante evidenza empirica: tassi di perdita mediamente inferiori del 16%, rischiosità media delle imprese che fanno ricorso al leasing inferiore a quella delle imprese che non lo utilizzano, tassi di default più bassi rispetto ai prestiti bancari. Un minore assorbimento patrimoniale riferito all’esposizione leasing libererebbe, nuove importanti risorse per il finanziamento degli investimenti delle Pmi, necessari ad accelerare la transizione ambientale e digitale dell’intero sistema europeo.

«Quale sia il bene, il leasing ha sempre un elemento comune: la propensione a investire, proprio per questo il MEF lo monitora con attenzione – ha sottolineato Giancarlo Giorgetti, ministro dell’Economia e delle finanze, nel suo saluto. «I vostri dati del primo trimestre evidenziano un’espansione che si affianca alla stabilità del numero di contratti: molto bene l’immobiliare, il settore auto, sostenuto dai veicoli industriali e green. Le misure del governo a sostegno degli investimenti – ha concluso Giorgetti -. Sono mirate, perché rivolte a chi investe, selettive, perché premiano la produttività, e sostenibili, perché compatibili con gli obiettivi di finanza pubblica».

Secondo un’ elaborazione del centro studi dell’associazione «in Italia una riduzione media dei requisiti patrimoniali di 15 punti percentuali libererebbe 2 miliardi di capitale traducendosi in un incremento dello stipulato del 10%». Alla luce di questi valori e del ruolo di sviluppo che può avere il leasing l’associazione punta ad adoperarsi per ottenere un pieno riconoscimento del leasing in tutti i programmi di agevolazione e incentivo per le imprese; a diffondere una migliore conoscenza del leasing a tutti i livelli» ha concluso il presidente.

I trend di mercato

Secondo le rilevazione del Centro studi e statistiche Assilea nel primo trimestre 2026 sono stati stipulati 201.443 nuovi contratti di leasing, per un valore di oltre 8,9 miliardi di euro. Rispetto allo stesso periodo 2025, si rileva una crescita dei volumi del +3,5% e del +0,1% nei numeri. Analizzando solo il mese di marzo si rileva un incremento del valore di stipulato del +34,8% rispetto al mese precedente e del +10,6% rispetto a marzo 2025. I contratti legati all’auto rappresentano l’68,5% dello stipulato totale con un +3,6% nei volumi a fronte di una flessione di -2,3% nei numeri, registrando una dinamica positiva nel segmento delle autovetture in noleggio a lungo termine e nei veicoli industriali.

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