Se c’è una regione italiana che più di altre, sia in Italia che in Europa, rappresenta la farmaceutica, sia per la produzione che per l’innovazione e le esportazioni, questa è la Lombardia. I numeri, raccontati in occasione del convegno Innovazione e produzione di valore, organizzato da Farmindustria nello storico stabilimento Bayer di Garbagnate Milanese che compie 80 anni nel 2026, dicono che in questo territorio ci sono oltre 100 imprese, dove lavorano 25.300 addetti diretti e altri 30.000 nell’indotto. Con questi numeri, la farmaceutica lombarda rappresenta circa la metà di quella nazionale. E questo è vero non solo per il numero di aziende ed addetti ma anche per la ricerca: è in Lombardia, infatti, che si concentrano oltre il 50% degli studi clinici italiani, con investimenti in R&S pari a 640 milioni di euro e circa 2.500 addetti dedicati.
Ecosistema competitivo in uno scenario complesso
Come spiega il presidente di Farmindustria, Marcello Cattani, «la Lombardia rappresenta uno dei motori dell’industria farmaceutica in Italia e in Europa. Un ecosistema altamente competitivo, caratterizzato da imprese innovative, forte integrazione tra ricerca pubblica e privata e una spiccata proiezione internazionale. In uno scenario geopolitico sempre più complesso e instabile, segnato da tensioni internazionali, criticità nelle catene di approvvigionamento e nuove sfide rappresentate in primis dall’ordine esecutivo dell’amministrazione Usa “Most Favored Nation” (MFN), diventa ancora più evidente il valore strategico di una filiera solida e innovativa. Il principio alla base della MFN, infatti, prevede che i farmaci rimborsati negli Stati Uniti non possano avere prezzi superiori a quelli applicati negli Stati dove sono più bassi, Italia inclusa, introducendo di fatto un meccanismo di allineamento internazionale che sta contribuendo al ripensamento degli equilibri globali, premiando i sistemi più efficienti e resilienti. Per l’Italia diventa quindi cruciale rafforzare il dialogo con le istituzioni e consolidare politiche industriali e sanitarie capaci di sostenere innovazione, investimenti, competitività e attrattività. In questa prospettiva è indispensabile superare meccanismi considerati fortemente penalizzanti come il payback. Solo attraverso una visione condivisa sarà possibile valorizzare ulteriormente il ruolo strategico dell’industria farmaceutica, garantendo al contempo crescita economica, sicurezza, accesso all’innovazione e tutela della salute pubblica».
Gli 80 anni di Bayer
La ceo di Bayer Italia, Arianna Gregis ricorda che la società «è presente in Italia da oltre 125 anni: una storia lunga che racconta un legame profondo e duraturo con il nostro Paese e ne conferma il ruolo strategico per il Gruppo. In questo percorso si inserisce il sito di Garbagnate Milanese, che celebra con orgoglio 80 anni di attività e rappresenta un esempio concreto di questa presenza radicata che ci rende competitivi a livello internazionale. Qui innovazione industriale, qualità e capacità produttiva danno vita ogni giorno a uno stabilimento che opera su scala globale, con un cuore tutto italiano». È proprio a Garbagnate che si produce il nostro farmaco cardiovascolare più iconico: circa il 70% della produzione è destinato all’export, in particolare verso la Cina, mentre il resto raggiunge i mercati europei, Italia inclusa. Ma il valore di questo stabilimento va oltre i confini di Bayer. È un punto di riferimento per il sistema Paese: un nodo logistico strategico, un centro di competenze industriali altamente qualificate e un esempio concreto di manifattura farmaceutica ad alto valore aggiunto. Un luogo dove tradizione e innovazione si intrecciano per generare progresso». In particolare a Garbagnate vengono prodotte 8 miliardi di pillole, una per ogni abitante del pianeta che vengono esportate in 130 paesi e vanno a curare 33 milioni di persone. Questo, tra l’altro, è il sito dove viene prodotta l’aspirina destinata alla Cina.
Le esportazioni
I numeri delle esportazioni confermano la regione come polo di eccellenza e di riferimento a livello internazinale. Nel 2025 l’export farmaceutico regionale ha raggiunto 11,9 miliardi di euro, pari a circa il 20% del totale nazionale e al 46% dell’export hi-tech regionale. Negli ultimi 10 anni le esportazioni sono quasi triplicate (+167%), con una crescita superiore alla media (+44%) degli altri settori manifatturieri. Milano, Monza-Brianza, Pavia, Varese, Como, Bergamo e Lodi figurano tra le principali province italiane per export farmaceutico, confermando il ruolo centrale del territorio nella competitività della nostra Nazione.
Al convegno erano presenti, tra gli altri, Arianna Gregis, CEO Bayer Italia e Amministratrice Delegata Bayer Spa, Vincent Curtin, Amministratore Delegato Bayer HealthCare Manufacturing, Marcello Cattani, Presidente Farmindustria, e Licia Ronzulli, Vicepresidente del Senato della Repubblica, oltre a Stefan Oelrich, Presidente EFPIA (Federazione Europea delle Associazioni e delle Industrie Farmaceutiche), Membro del Consiglio di Amministrazione di Bayer AG e Presidente di Bayer Pharmaceuticals, Lucia Aleotti, componente del Comitato di Presidenza Farmindustria, Marco Fortis, Vicepresidente Fondazione Edison, Alessio Butti, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega all’innovazione tecnologica, Marco Alparone, Vicepresidente e Assessore al Bilancio e Finanza Regione Lombardia, Monica Maria Grazia Diluca, Prorettore alla Ricerca e docente di Farmacologia presso l’Università degli Studi di Milano, Marco Osnato, Presidente Commissione Finanze della Camera dei Deputati e e il Sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato.
