GreenBone Ortho, società specializzata nella rigenerazione ossea, porta a bordo della Stazione Spaziale Internazionale un innovativo esperimento scientifico. Con l’obiettivo di validare in condizioni di microgravità l’applicazione clinica di b.Bone, un sostituto osseo biomimetico rigenerativo sviluppato dall’azienda per il trattamento di difetti ossei.
L’arrivo sulla Stazione Spaziale (missione SpaceX Crs-34) rappresenta una tappa fondamentale nella ricerca dell’azienda di Faenza, per migliorare le terapie ossee, sia sulla Terra che per gli astronauti nello spazio.
«Siamo estremamente entusiasti di questa opportunità unica di testare b.Bone in un ambiente così sfidante come la microgravità – ha dichiarato Saverio Gellini, CEO di GreenBone Ortho. I risultati di questo esperimento potrebbero rivoluzionare il trattamento dell’osteoporosi e offrire soluzioni concrete per la perdita di massa ossea che colpisce tante persone anziane ed in particolare le donne. È un passo avanti significativo nella nostra missione di innovare il campo della rigenerazione ossea».
Nell’ambito dell’esperimento, b.Bone sarà testato per verificare la capacità delle cellule ossee umane di aderire, proliferare e differenziarsi in condizioni di microgravità. I primi risultati scientifici sono attesi entro l’anno e saranno analizzati da un team congiunto dell’Ospedale San Martino e dell’Università di Genova, dopo il rientro dei campioni sulla Terra.
L’esperimento è stato reso possibile grazie alla collaborazione con partner tecnologici. Kayser Space, controllata di FAE Technology S.p.A. Società Benefit, ha progettato e realizzato le sedici experiment unit che ospiteranno lo scaffold di b.Bone, fornendo l’infrastruttura essenziale per la sopravvivenza, la crescita e il monitoraggio delle cellule staminali mesenchimali nell’ambiente spaziale. Tali unità saranno installate all’interno di un incubatore sviluppato da Comat con il contributo di Kayser Space, operato nel modulo Columbus dell’Agenzia Spaziale Europea sulla ISS.









