Sfatiamo un luogo comune. L’AI non è solo uno strumento per le grandi imprese. Tutt’altro. E’ ideale per le piccole e medie. E’ poco costosa e abbatte le risorse che venivano usate su attività ripetitive e a basso valore aggiunto. Quei fondi possono essere investiti nell’innovazione. Per esempio, la Gai imbottigliatrici ha implementato soluzioni con il metaverso industriale per ridurre i costi, aumentare la flessibilità e i servizi sui clienti finali. Così ha migliorato la competitività. Ma ci sono decine di altri casi.

Quali? 

Epf, un costruttore di robot, ha utilizzato il metaverso per allenare le sue macchine e renderle più efficienti. Dema, un costruttore di componenti dei motori, ha usato l’AI per semplificare alcuni processi di assemblaggio. Il mondo digitale e quello reale sono sempre più strettamente connessi, gli strumenti sono alla portata di tutti. Come non mai. La simulazione agevola la raccolta dei dati e la raccolta dei dati è funzionale alla produzione o alla modifica del prodotto finale. L’intelligenza artificiale entra materialmente nel mondo fisico. Il trasferimento di informazioni tra un mondo, quello digitale, e l’altro, quello reale, il prodotto, è immediato, senza intermediazione e bidirezionale. Anche le informazioni acquisite sul campo vengono trasferite al digital twin per essere rielaborate.

Cosa si può fare per diffondere e governare l’AI nel sistema industriale italiano?

Per la diffusione delle nuove tecnologie collaboriamo con i Competence center, Made e Birex. Dobbiamo lavorare meglio con i distretti e le filiere. In Emilia Romagna, per esempio, ci sono tutte le condizioni per amalgamare le competenze e le professionalità e coinvolgere le istituzioni del territorio. Si deve lavorare di più con distretti e filiere, il punto di forza del nostro sistema.

Share.
© 2026 Nederlandkeer. Alle rechten voorbehouden.
Exit mobile version