Il confine tra valorizzazione delle tradizioni gastronomiche, attenzione alle qualità funzionali dei cibi e piacere per il palato si fa sempre più sottile ed esposto a contaminazioni globali. È l’idea che matura passando in rassegna le oltre 1.500 novità che le aziende presenteranno a TuttoFood.
«Il mercato non ha bisogno di nuovi prodotti simili ai precedenti, ma di nuove logiche di prodotto, che favoriscano l’incontro tra mondi diversi – afferma Riccardo Caravita, brand manager di TuttoFood -. Il consumatore moderno cerca una sintesi tra salute, esperienza, praticità e identità, orientando le proprie scelte verso modelli alimentari coerenti con i valori che considera fondamentali per il proprio futuro».
Secondo gli organizzatori della fiera, che si aprirà lunedì prossimo a Milano, sono quattro le tendenze che stanno ridefinendo l’offerta agroalimentare mondiale.
Da un lato, c’è una sempre maggiore valorizzazione dei prodotti della tradizione che vengono reinterpretati e diventano sempre più premium. Qualche esempio? Confetture e composte si trasformano in prodotti gourmet attraverso abbinamenti con spezie e pairing con i formaggi; o la Liquirizia all’alloro, olandese, vegana e gluten-free, o ancora il cheddar stagionato con whisky gallese e zucchero di canna naturale. «Si tratta – fanno notare da Tuttofood – di prodotti tradizionali reinterpretati, in cui a fare da padrone è la materia prima. La trasformazione di prodotti come confetture e derivati in chiave gourmet riflette la centralità delle origini, dei territori e dei saperi. Non si tratta di nostalgia, ma di reinterpretazione: la tradizione diventa infrastruttura per il futuro, esattamente come indicato dal Food Manifesto (vedi altro articolo in pagina, ndr)».
Dall’altro lato, si afferma il “Global Street Food” dove, ad esempio, i trend ramen e noodle portano l’identità culturale asiatica nella quotidianità, anche qui con ibridazioni, ad esempio con i formaggi occidentali. «Si tratta di soluzioni rapide, ready to go – dicono da TuttoFood – che mantengono una forte identità culturale accompagnandosi ad un packaging molto moderno. Questo trend mette in evidenza un consumatore aperto, curioso: il cibo diventa linguaggio condiviso e spazio di contaminazione culturale, contribuendo a costruire connessioni tra comunità e modelli alimentari diversi».
