Stasi nei consumi e prezzi allo scaffale in crescita, con con possibili rincari almeno al 3% per l’anno in corso. «Dopo un 2025 positivo nel primo quadrimestre 2026 il trend delle vendite nella grande distribuzione è rimasto positivo, con volumi stabili e prezzi in leggera crescita» ha detto ieri al Sole 24 Ore Enzo Frasio, amministratore delegato di NielsenIQ per primo giorno della 41esima edizione de Linkontro, momento di confronto che si svolte al Forte Village nei dintorni di Cagliari. All’evento partecipano oltre 700 manager di 245 imprese della Gdo e del largo consumo.

Il quadro potrebbe peggiorare nella seconda metà dell’anno quando sui listini dell’industria potrebbero essere adeguati ai maggiori costi dell’energia e materie prime rincarate per effetto dell’operazione “Epic fury” e della chiusura dello stretto di Hormuz. «Un aumento del 10% dei costi energetici comporta un rincaro dell’1-1,5% dei prezzi allo scaffale che arriva dopo 3-6 mesi – spiega l’ad -. I rincari attuali dell’energia sono anche superiori al 10% ma ancora non si riflettono sugli scaffali. È un quadro complesso e articolato». Questo dinamica è stata osservata dalla multinazionale nel 2023, confrontando le variazioni dei listini dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia.

I dati NielsenIQ evidenziano un discreto inizio anno con un primo quadrimestre che a valore vede un +2,6% sul totale delle vendite e il +1,9% per il largo consumo confezionato. Soffrono l’elettronica di consumo e i beni durevoli con un -1,2% nonostante un +2% a marzo.

Sul fronte dei prezzi i dati NielsenIQ hanno registrato ad aprile il calo (-7,4%) per l’olio extravergine d’oliva o del burro (-4,8%). Rincari invece per le tavolette di cioccolato (+13%), carrè macinato (10,7%), pasta fresca ripiena (+10,2%) e le uova (9%). Listini che fanno dire a Frasio: «il quadro è complesso e articolato»

Nel primi mesi dell’anno, rispetto lo stesso periodo del 2025, c’è stato un aumento (+4%) a valore delle vendite di prodotti freschi che trainano la crescita. Bene il trend per frutta e verdura, macelleria e pollerie (+6,8%) e i prodotti freschi confezionati (+3,7%). Rallenta il food confezionato (+1,3%) mentre i salumi perdono il 2,6%. Insomma vengono scelti gli alimenti freschi, da consumare in pochi giorni. Inoltre la reazione dei consumatori è quella di mettersi all’inseguimento della massima convenienza. Il carrello diventa più leggero, le famiglie con minore potere di spesa acquistano lo stretto necessario e aumentano la frequenza d’acquisto come strategia anti sprechi.

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