Un esercizio fiscale che conferma e anzi rafforza la leadership di Morellato, primo gruppo italiano di gioielleria e orologeria. Il bilancio del periodo che si è chiuso il 28 febbraio indica un fatturato consolidato di 750 milioni, in crescita del 4% rispetto all’esercizio precedente, con un margine ebitda al 21%, anch’esso in aumento.

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«I progressi in termini di ricavi e di redditività, in uno scenario complesso e in controtendenza rispetto al mercato del lusso, ha dimostrato la forza e il valore dei nostri brand di gioielli e orologi – commenta Massimo Carraro, presidente di Morellato Group –. In particolare continua la performance positiva della gioielleria preziosa, che assorbe il 75% delle vendite, a conferma che autenticità e valore intrinseco dei materiali sono elementi distintivi sempre più apprezzati dai clienti. Aver continuato a credere nell’argento e nell’oro si è rivelata una scelta lungimirante».

I dati del gruppo sono quelli di un “gigante silenzioso”: 4.800 dipendenti, 665 negozi diretti, 7mila rivenditori, con una presenza in 60 Paesi e un export che ha raggiunto il 66%, mentre 20% è la percentuale del fatturato riconducibile all’e-commerce diretto. Altrettanto significativi i numeri del portafoglio, con 14 marchi di proprietà, tra i quali, oltre a Morellato, Sector No Limits e Philip Watch per gli orologi e sette in licenza, per orologi ma soprattutto gioielli.

Per Massimo Carraro le competenze delle persone possono convivere in un circolo virtuoso con gli strumenti digitali: «Morellato conosce il consumatore europeo come nessun altro nel settore della gioielleria e orologeria, grazie a un modello di integrazione completa, che ci permette di comprendere desideri e aspettative dei clienti. L’intelligenza artificiale, che stiamo già introducendo senza riduzione di personale ma valorizzando le competenze delle nostre persone, rappresenta un ulteriore passo in questa direzione». Precursore nel settore della gioielleria con la certificazione Esg, il gruppo ha iniziato a pubblicare un Bilancio di sostenibilità nel 2022 e dal 2023 è certificato dal Responsible Jewellery Council (Rjc).

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