L’intelligenza artificiale resta fuori dalle canzoni in gara al Festival di Sanremo. A mettere nero su bianco il principio è il nuovo regolamento della manifestazione, che per l’edizione 2027 introduce paletti espliciti sull’impiego dell’AI nella creazione dei brani. Una scelta che raccoglie le istanze avanzate dalla Fimi, la Federazione industria musicale italiana, e porta sul palco dell’Ariston un tema che sta attraversando l’intera industria musicale.

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La formulazione scelta non lascia molto spazio alle interpretazioni: «Le canzoni dovranno essere espressione della creatività umana». Non potranno quindi essere utilizzati, nell’ideazione, nella composizione di musica e testi e nella realizzazione dei brani, «sistemi o strumenti di intelligenza artificiale» quando il loro impiego comporti «la sostituzione, l’alterazione o lo snaturamento del contributo creativo umano» che costituisce una caratteristica essenziale delle canzoni partecipanti.

Il punto, dunque, non è mettere al bando la tecnologia in quanto tale, ma tracciare una linea quando la macchina prende il posto dell’autore o dell’artista oppure interviene fino a snaturarne il lavoro. E il regolamento aggiunge anche un meccanismo di controllo: Rai e direttore artistico potranno utilizzare, ove ritenuto necessario, ogni mezzo tecnologico disponibile per verificare e valutare l’eventuale ricorso all’intelligenza artificiale nell’ideazione, nella composizione e nella realizzazione delle canzoni.

È il punto di arrivo di una richiesta che la Fimi aveva avanzato già in agosto. E ora il ceo della Federazione, Enzo Mazza, accoglie positivamente la decisione. «La posizione assunta da Rai in linea con i principi adottati dall’industria musicale è importante. L’IA generativa è sicuramente una tecnologia che farà parte del settore ma in modo trasparente e senza sostituire la creatività umana, che soprattutto in una gara di canzoni e testi deve rimanere assolutamente centrale».

Il tema, del resto, va ben oltre Sanremo. Negli ultimi mesi l’industria musicale ha adottato a livello internazionale un sistema di etichettatura volontaria che distingue tra brani «Generati dall’IA» e brani «Assistiti dall’IA». Fimi ha inoltre fissato criteri per l’accesso alle classifiche ufficiali Top of the Music delle registrazioni sviluppate con AI generativa: possono entrare nelle chart solo i brani realizzati attraverso servizi autorizzati, sostanzialmente creati da esseri umani e senza manipolazioni degli ascolti. Un confine che Mazza aveva sintetizzato come quello fra «innovazione responsabile ed etica da un lato e sostituzione della creatività umana dall’altro».

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