A Catania si sperimentano già forme di collaborazione tra startup e grandi aziende. CrossConnect, programma della rete di CDP Venture Capital gestito e cofinanziato da Plug and Play ed ELIS, ha coinvolto otto startup in un percorso con partner industriali. Ciascuna ha ricevuto 150 mila euro tra investimento e servizi. Per le più promettenti è possibile un investimento successivo fino a 400 mila euro. Nello stesso territorio, il polo dell’EIT Food Accelerator Network ospitato da Isola Catania ha portato a settembre undici startup da dieci Paesi, alla ricerca di aziende agricole con cui sperimentare tecnologie per l’irrigazione e il riuso dell’acqua.
A Palermo, PATIC – Palermo Technology Innovation Center, promosso da Sispi con un contributo regionale di circa 615 mila euro, ha selezionato dieci startup tra oltre cinquanta candidature. Con Zest e SkillforEquity il programma lavora sui modelli di business e sulla preparazione alla raccolta di capitali. Alla piattaforma digitale che collega startup, imprese, ricerca e investitori si affianca il progetto di riqualificazione dello spazio Tre Navate ai Cantieri culturali alla Zisa, destinato a ospitare formazione e incontri.
Nuovi capitali e acquisizioni
Sul versante privato, a luglio CreationDose ha annunciato un finanziamento da un milione di euro con investitori già presenti e nuovi family office. Il gruppo, che opera tra Catania e Milano con il marchio Vidoser, ha acquisito Snap Marketing e aperto una controllata per il mercato iberico. A Catania l’ingresso di Madfarm nel gruppo Aitho nasce invece da anni di collaborazione su progetti digitali. La crescita passa in un caso per nuovi mercati, nell’altro per l’integrazione di competenze che possono sostenere commesse più complesse.
Dalla ricerca al mercato, la prova del lavoro qualificato
La ricerca offre un’altra misura del potenziale. Samothrace, la rete siciliana di università, centri di ricerca e imprese attiva nelle micro e nanotecnologie, ha presentato ad aprile un bilancio con oltre cento prototipi, settanta brevetti e cinque spin-off avviati. Dalla Start Cup è emerso Aetos Ai, progetto dell’Università di Palermo che propone droni a basso costo per individuare le malattie degli alberi. Per queste iniziative la prova successiva sarà trovare imprese disposte ad adottare le tecnologie e investitori pronti a finanziare il passaggio alla produzione. «Come UniCredit vogliamo accompagnare questo percorso non soltanto con il supporto finanziario, ma anche mettendo a disposizione competenze, relazioni e opportunità di networking, affinché le migliori idee possano trasformarsi in aziende solide e competitive», dice Salvatore Malandrino, regional manager della banca in Sicilia.
Il confronto con le altre regioni misura la distanza ancora da colmare. Secondo l’InnoTech Report 2026 di TEHA, nel 2023 la Sicilia ha destinato alla ricerca e sviluppo l’1,10% del Pil, contro l’1,22% della Campania e il 2,11% dell’Emilia-Romagna. Nel 2024 gli occupati nei settori ad alta tecnologia erano il 2,4% del totale, contro il 3,9% campano e il 2,6% pugliese. Sul fronte del capitale, nel 2025 l’Isola ha concentrato il 2,2% del numero dei round di finanziamento italiani, mentre la Lombardia ne ha raccolto il 47%.