Il mercato italiano del caffè porzionato cresce a doppia cifra e cambia la geografia dei consumi domestici: tra il 2022 e il 2026 il volume delle capsule è salito del 41,6%, quello delle cialde del 134%, mentre il caffè macinato ha perso 13,1 punti di quota, scendendo dal 67,5% al 54,4% dei consumi complessivi in tazza, con un calo dei volumi del 16% nell’arco dei cinque anni. Lo certifica l’analisi di Circana realizzata per Nescafé Dolce Gusto.
A valore, il comparto cialde e capsule vale ormai 1.580 milioni di euro, in crescita dell’11,2% nel 2025, secondo l’ultimo report “Cialde e capsule per caffè” di Competitive Data.
È in questo scenario che si inserisce il lancio di Neo, il nuovo sistema con cui il marchio del gruppo Nestlé prova ad accelerare in un segmento già in movimento.
Secondo l’ultima rilevazione di YouGov, il caffè ha raggiunto una penetrazione dell’86% tra le famiglie italiane – 22,6 milioni di nuclei che ne hanno acquistato almeno una volta, il dato più alto degli ultimi tre anni. Cresce anche la frequenza d’acquisto, da 10,5 a 11 volte l’anno tra il 2021 e il 2025, e la spesa media familiare, da circa 59,5 a oltre 81,8 euro annui nello stesso periodo. Sul fronte degli strumenti, il possesso di macchine a capsule ha raggiunto il 50,6% delle famiglie nel quarto trimestre 2024, con un incremento di 2,9 punti sull’anno precedente; il 26,4% possiede invece una macchina a cialde dedicata.
Nel sistema Dolce Gusto la crescita è già misurabile: la penetrazione ha superato i 3,5 milioni di famiglie italiane, un dato che colloca il marchio al secondo posto nel mercato dei sistemi porzionati, secondo quanto dichiarato da Paolo Ongari, business executive officer Coffee Italia Malta. L’incremento, aggiunge Vittorio Grazzani, business unit manager Nescafé Dolce Gusto, «è di circa 200-300mila famiglie l’anno».
È in questo scenario, fatto «di rituali che resistono e tecnologie che si rinnovano», che si inserisce Neo, presentato come una gamma pensata per affiancare, non sostituire, l’offerta esistente.